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L’ennesimo flop di una persecuzione giudiziaria durata 10 anni

Era il maggio 2010 quando scoppia il “caso Ruby” quando Karima El Marough viene arrestata per un furto. Da quel momento inizia per Silvio Berlusconi una persecuzione mediatica e giudiziaria che lo vede protagonista in ben tre processi.

Il primo riguarda i presunti festini a luci rosse che si sarebbero svolti nella villa di Arcore e ai quali avrebbe partecipto anche Ruby. Nel febbraio del 2011 i pm chiedono il processo con rito immediato per Silvio Berlusconi che verrà, poi, rinviato a giudizio per i reati di concussione e prostituzione minorile. Le cosiddete “Olgettine” sfilano nelle Aule di tribunale e il 24 giugno arriva la condanna per Berlusconi a 7 anni di reclusione, uno di più di quelli chiesto dall’accusa. Condanna che prevede anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Il 18 luglio 2014, però, Berlusconi viene assolto in appello con formula piena perché, per quanto riguarda l’accusa di concussione, “il fatto non sussiste” , mentre all’accusa di prostituzione minorile, “il fatto non costituisce reato”. Il 10 marzo 2015 la Cassazione conferma l’assoluzione. Tutto finito, dunque? No.

Contemporaneamente a questo primo processo va in scena il “Ruby bis” con i pm di Milano e il procuratore aggiunto Ilda Boccassini che indagano Lele Mora, Nicole Minetti ed Emilio Fede per induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile. Questo secondo filone giudiziario termina solo nel 2019 con la condanna di tutti e tre gli imputati e non riguarda Berlusconi solo perché per lui si procede col rito abbreviato. Per il Cavaliere, però, il calvario giudiziario prosegue col processo Ruby ter quando, il 3 gennaio 2014, il procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati annuncia l’apertura di una nuova indagine che nasce dalla decisione di trasmettere alla Procura gli atti dei processi Ruby e Ruby bis. Sono ben 45 le persone indagate per vari reati tra cui quali corruzione in atti giudiziari, falsa testimonianza e rivelazione di segreto. Berlusconi viene, quindi, accusato di aver “comprato” il silenzio dei testimoni nei vari processi per provare la sua innocenza. Tra i vari indagati vi sono anche gli avvocati del leader di Forza Italia Niccolò Ghedini e Piero Longo (la loro posizione viene poi archiviata), numerose “olgettine”, il cantante Mariano Apicella e la senatrice Maria Rosaria Rossi.

Il 2 maggio 2016 la persecuzione giudiziaria diventa perversa perché il giudice “spezzetta” il processo in 7 tribunali diversi: Monza, Treviso, Roma, Pescara, Siena e Torino. Berlusconi, nella primavera del 2018, viene rinviato a giudizio a Milano, insieme ad altri 23 indagati. A febbraio 2020 arriva da Siena la prima richiesta di condanna per Berlusconi a 4 anni e 2 mesi di reclusione per corruzione in atti giudiziari. L’accusa ritiene che il Cavaliere abbia pagato il pianista senese di Arcore, Danilo Mariani, per indurlo a testimoniare il falso sul caso Olgettine. Il 21 ottobre 2021 il tribunale di Siena assolve sia Berlusconi sia Mariani con la formula perché il fatto non sussiste. È di oggi l’assoluzione del tribunale di Roma, ma è solo la seconda vittoria di un calvario che non è ancora finito e che dura da più di 10 anni perché alcuni pm non sanno accettare le sconfitte che subiscono in Aula. Sono magistrati che sembrano voler ripercorrere le orme di Pier Camillo Davigo che una volta disse: “Chi viene assolto non vuol dire che è innocente, ma solo che nei suoi confronti non è stata trovata una prova…”.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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