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Legge di Bilancio in volata: sprinta anche il calcio

Sì alle rateizzazioni dei versamenti fiscali e contributivi, credito d’imposta in forse, resta il divieto di sponsorizzazioni sportive per le aziende di betting ma si lavora ancora

Ancheil calcio e lo sport in generale partecipano alla volata della legge di Bilancio. Come sempre succede, l’unica cosa nota è il traguardo, bisogna sistemare tutto per la fine dell’anno. Per il resto, la partita sembra essere aperta su molti fronti. A meno di capriole dell’ultim’ora, la sospensione e la rateizzazione dei versamenti fiscali e contributivi dei club professionistici dovrebbe essere acquisita.

Dopo l’aiutino del decreto fisco, in sede di conversione era stato sospeso l’ultimo mese del 2021 per quanto riguarda i versamenti Inps, sta per entrare nel maxi emendamento del Governo una norma che permette di spalmare i quattro mesi di inizio 2022 in due soluzioni: sette rate mensili dal 30 maggio per il primo 50 per cento, il pagamento alla fine dell’anno per l’altra metà. Questo rinvio riguarderebbe Inps e Irpef e naturalmente ne beneficerebbero non solo i club calcistici, ma anche tutte le società del professionismo sportivo. Già nel testo originario erano stati inseriti due provvedimenti invocati dalla Federcalcio: l’apprendistato, importante soprattutto nell’ultima fascia del professionismo con sgravi fiscali per chi aiuta il percorso di studio degli atleti, e la detassazione degli utili commerciali delle federazioni, una cifra che nel caso della Figc è superiore ai 10 milioni di euro l’anno.

Credito in bilico

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Ancora da sbrogliare la matassa che riguarda, invece, altri provvedimenti particolarmente attesi dal calcio. In particolare la Lega Pro, come ricorda il suo presidente Francesco Ghirelli, chiede a gran voce il rifinanziamento del credito d’imposta per le sponsorizzazioni. Si tratta di una somma di 90 milioni che dovrebbe motivare le aziende a investire sullo sport, sono particolarmente interessate anche le leghe di vertice di basket e pallavolo, anche grazie a un vantaggio fiscale. L’operazione è andata in porto sia per il 2020 (proprio in questi giorni è uscita la lista definitiva dei beneficiari) sia per il 2021, tutto è ancora in gioco per il 2022. Come per l’aumento della percentuale del prelievo ‘salva sport’ (inizialmente nato come ‘salva calcio’ visto che l’idea è stata di Gravina) dallo 0,5 all’1 per cento. Qui la cifra in ballo è intorno ai 65-70 milioni di euro.

Betting no

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Non ci sarà, invece, in legge di Bilancio la sospensione del divieto di sponsorizzazioni sportive per le aziende di betting. Tuttavia, la sottosegretaria Valentina Vezzali spera di poter inserire una correzione di rotta, anche limitata (per esempio sulla pubblicità da stadio e quella sulle maglie) nel tempo. L’argomento è stato oggetto di un tavolo di confronto fra istituzioni sportive e associazioni impegnate nella lotta alla ludopatia. Le posizioni restano distanti, ma si cerca un compromesso anche alla luce del fatto che nelle case degli italiani arrivano ovviamente le maglie sponsorizzate con aziende di betting di diverse squadre straniere.

Coni sì

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Infine ci sono due altri fronti che non riguardano direttamente l’interlocuzione calcio-governo. Uno è quello relativo al personale del nuovo Coni, tornato autonomo come ente pubblico. La soluzione trovata dal ministero della Funzione Pubblica è quella della ‘cessione del contratto di lavoro’ da parte di Sport e Salute per arrivare a dotare l’ente dei 165 dipendenti previsti dall’ultimo decreto firmato dal precedente governo (Conte-Spadafora). I sussurri delle ultime ore dicono che anche su questo la linea di arrivo è vicina come confermato da Malagò al termine dell’ultima giunta con il suo «restiamo in fiduciosa attesa». Intanto oggi, per il mondo dello sport dovrebbe essere il giorno dell’ufficializzazione dei contributi alle federazioni, visto che è convocato il cda di Sport e salute.

Scuola forse

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Infine la scuola. Ieri la Vezzali ha rivolto l’ennesimo appello per le risorse per introdurre il docente di educazione fisica nella scuola primaria: “Auspico che in legge di Bilancio si trovino per far sì che dal 2022-2023 la novità possa riguardare tutte le scuole elementari”. Da testo di legge, il via libera dovrebbe riguardare soltanto la classe quinta (con la quarta dal 2023-2024). Il problema è che non c’è certezza neanche sul finanziamento di questa prima parte. E Claudio Barbaro, senatore di Fratelli d’Italia e presidente dell’Asi, attacca: “Inaccettabile la marcia indietro del governo”. Almeno fino a ieri sera su questo fronte non c’erano segnali positivi.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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