Viva Italia

Informazione libera e indipendente

Le grandi aziende “scendono in campo” per l’elettrico e chiedono l’addio alle auto con motori termici entro il 2035

Le auto con motori a combustione interna, incluse quelle ibride, hanno gli anni contati. Il dieselgate ha assestato il colpa di grazia a una tecnologia sulla quale i costruttori hanno prosperato per anni. Ventisette grandi aziende e 6 associazioni impegnate nell’automotive, nell’energia, nella sanità e nella finanza sollecitano le istituzioni dell’Unione Europea e i governi degli stati che ne fanno parte ad adottare provvedimenti che vietino la vendita di queste vetture non più tardi del 2035. L’auspicio è che venga introdotto il limite delle emissioni zero di CO2 per le auto.

Le società – colossi del calibro di Ikea retail, Coca-Cola European Partners, Sky ma anche aziende come lo stesso produttore di auto Volvo Cars o Uber, leader nei servizi alla mobilità – invocano un impegno immediato. I firmatari dell’appello chiedono che già nel corso del 2021 nel Vecchio Continente venga concordata “una nuova e più ambiziosa legislazione sul clima, per garantire che l’UE faccia la sua parte nel dimezzare le emissioni globali entro questo decennio”. Tra i sottoscrittori dell’istanza ci sono anche le italiane Enel X e Novomont, azienda chimica che opera nel settore delle bioplastiche con sede legale a Novara e stabilimento principale a Terni.

L’appello è pubblico e può venire firmato da qualsiasi altra società: quelle già coinvolte occupano oltre 800 mila addetti e hanno un fatturato che supera i 250 miliardi di euro. I firmatari dell’istanza ricordano come auto e veicoli commerciali leggeri incidano per il 15% sulle emissioni complessive di anidride carbonica in Europa. Evidenziano anche come siano responsabili del 26% delle emissioni nocive di ossidi di azoto che causano malattie croniche e provocano la morte prematura di 54 mila persone l’anno nel Vecchio Continente.

La Commissione Europea punta a una riduzione di almeno il 55% delle emissioni complessive entro il 2030. Ma alle società e ai sodalizi che hanno sottoscritto l’appello non basta. La richiesta è di una maggiore lungimiranza nella convinzione che una scelta più coraggiosa “metterebbe in moto una trasformazione sistemica e renderebbe la UE leader globale in un settore chiave per un futuro a zero emissioni”.

La Transport & Environment, che ha rilanciato l’iniziativa, ha ricordato una volta di più come la domanda di veicoli elettrici sia in crescita: lo scorso anno ha significato il 10% delle immatricolazioni europee. Continua tuttavia a non essere chiaro come possa venire prodotta in modo sostenibile l’energia elettrica necessaria per alimentare queste auto. L’associazione parla dello spreco di 200 miliardi di euro l’anno per l’importazione di petrolio, ma in diversi paesi, Italia inclusa, il termoelettrico rappresenta ancora una scelta obbligata. Il numero uno di Toyota, Akio Toyoda, aveva ricordato alle autorità del proprio paese, come l’eventuale conversione dell’intero parco circolante avrebbe condotto all’esaurimento nel giro di sei mesi dell’intera produzione annuale di energia in Giappone. Volvo Cars “sfida” gli altri costruttori e può permettersi di farlo perché aveva già anticipato i tempi dell’elettrificazione: quasi due mesi fa ha ufficializzato l’obiettivo di diventare un marchio completamente elettrico con il 2030. In qualità di brand premium ha anche clienti con maggior disponibilità economiche. La casa svedese controllata dai cinesi di Geely auspica una “chiara direzione e un sostegno da parte del governo” e, soprattutto, sottolinea che “sono cruciali ulteriori misure per aumentare la domanda dei consumatori europei per i veicoli elettrificati e il rapido sviluppo di un’infrastruttura di ricarica completa”. Insomma: elettrificazione sovvenzionata. “Se le istituzioni europee e nazionali aderiranno a questa proposta, farebbero fare un passo in avanti enorme e nella direzione giusta al nostro continente”, ha dichiarato Andrea Di Stefano, responsabile Progetti speciali di Novamont.  

Fonte: lastampa.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *