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Le elezioni ci ricordano che i populisti sono i migliori alleati dei poteri forti

Arriverà un momento della campagna elettorale in cui la destra sovranista, nazionalista e inevitabilmente populista proverà a conquistare ulteriori consensi mettendo in atto una disciplina consolidata tipica di chi lotta contro i mulini a vento. La disciplina, grosso modo, suona così. La destra non ha paura dell’establishment. Non avere paura dell’establishment significa combattere contro i signori della finanza. Combattere contro i signori della finanza significa denunciare i danni creati dal globalismo. Denunciare i danni creati dal globalismo altro non vuol dire che smascherare le solite trame fitte dei veri nemici del popolo: i cugini di Soros, i fratelli della speculazione, in altre parole i poteri forti. I poteri forti, già. La destra che regolarmente alle elezioni tende a presentarsi come anti establishment, arrivando a considerare come parte dell’establishment da combattere anche buona parte della così detta casta dei competenti, è una destra che però mai come oggi avrà una certa difficoltà a dimostrare il suo assunto, un mondo inesorabilmente governato dai poteri forti, per via di un piccolo dettaglio, che non sarà sfuggito alla destra molto di lotta e chissà se di governo.

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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