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Le cento multe del deputato FdI Ciro Maschio: «Conto saldato da 16 mila euro»

«Sono un normale cittadino. E come un normale cittadino prendo le multe e le pago». Lui proprio un «normale cittadino» non è, visto che siede su uno scranno della Camera dei deputati, è il presidente del consiglio comunale di Verona, è pure il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, di cui è membro del direttivo nazionale. E poi c’è l’«anomalia» di quelle contravvenzioni. Un centinaio, accumulate dall’avvocato Ciro Maschio, come riportato oggi sul Corriere di Verona da Lillo Aldegheri, in 19 mesi tra febbraio 2018 e lo scorso mese di agosto. Multe che, a differenza della stragrande maggioranza dei cittadini che si precipitano a pagarle – non fosse altro per lo sconto che si ha nel saldarle entro 5 giorni dalla notifica – lui ha ammucchiato. Arrivando a essere «debitore» verso il Comune di Verona di una cifra che supera i 16 mila euro. Cosa che gli era già capitata tre anni fa e che aveva risolto – allora come oggi – con un maxi pagamento. «Anche queste ultime – precisa – sono contravvenzioni che ho saldato. E per le quali io stesso, il 14 settembre scorso, ho chiesto il “conto” al comando della polizia locale saldandolo».

«Non sapevo del divieto»

«Collezione» di multe che il deputato ha messo insieme da «recidivo». Perché a parte qualche divieto di sosta, i verbali sono quasi tutti riferibili alla stessa infrazione: essere passato in auto in una strada del centro storico di Verona, Corso Sant’Anastasia, che al traffico veicolare, tranne che per i residenti, è chiusa. Talmente «off limit» da non poter essere percorsa neanche da chi, come l’onorevole Maschio, ha un permesso di transito nella zona a traffico limitato di cui quella strada fa parte. E qui sta l’inghippo, spiega lui. «Perché non sapevo che fosse stato modificato il transito su quella strada e le notifiche dei verbali sono arrivate parecchio tempo dopo, mentre io continuavo a passare. Quando li ho ricevuti li ho messi da parte perché sulla legittimità di quel divieto avevo dei dubbi. C’erano alcuni equivoci, ma non potevo opporne neanche uno per non incorrere in incompatibilità per lite pendente con l’amministrazione. Quindi ho deciso di pagare e amen». Il caso ha rischiato di sollevare un polverone nelle stanze «alte» del Comune di Verona perché, come recita la legge, che l’avvocato Maschio ben conosce, «non può ricoprire la carica di consigliere comunale chi abbia un debito liquido ed esigibile per imposte, tasse e tributi nei riguardi del Comune stesso». Eventualità che il deputato ha evitato con il pagamento delle contravvenzioni. «D’altronde – dice – in 30 anni di politica non ho mai usato l’auto blu né l’auto elettrica del Comune, né ho mai usato l’auto di servizio, muovendomi sempre con la mia auto con tantissimi spostamenti e incontri: a Verona, a Roma e in giro per il Veneto. Cosa che, ovviamente, mi espone al rischio di multe. Quelle che adesso ho saldato, con buona pace di chi voleva creare un bailamme politico su un “caso” che non solo non c’è mai stato, ma che è comunque stato chiuso».

7 ottobre 2020 (modifica il 7 ottobre 2020 | 12:46)

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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