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Le 10 concept che non scorderete

Ecco 10 concept del 2021 che nostro parere sono destinate in un modo o nell’altro a segnare negli anni a venire il cammino dei rispettivi costruttori. Alcune diventeranno presto dei modelli di serie, mentre altre pur rimanendo meri prototipi serviranno come punto di partenza per lo sviluppo di vetture che verranno. Vediamole

Mini Vision Urbanaut

Mini Vision Urbanaut 

Con la Vision Urbanaut Mini immagina un nuovo modo di muoversi in città. La vettura, svelata nella versione fisica a luglio 2021 alla DLD Summer di Monaco, sfrutta al massimo il minimo ingombro e mostra come potrebbe essere la mobilità individuale del futuro in un mondo in cui i confini tra lavoro e tempo libero, natura e architettura e mondo reale e digitale stanno diventando sempre più labili. “Questo concept rivela un uso intelligente dello spazio, creando esperienze completamente nuove e arricchenti”, ha detto Adrian van Hooydonk, Senior Vice President Design di Bmw Group. Spinta da una propulsione elettrica, la Vision Urbanaut ha un sistema avanzato di guida autonoma. La versatile disposizione degli interni fornisce la base per diverse e accoglienti disposizioni dei sedili e offre 3 Mini Moments (Chill, Wanderlust e Vibe) per un’ampia gamma di scenari di utilizzo che comprendono anche suoni, profumi, luci ambientale e un’intera orchestra di luci all’esterno dedicati. All’esterno il modello reinterpreta in una chiave del tutto nuova elementi di design iconici della “piccola” di Oxford: come i fari e la griglia del radiatore. Cui aggiunge nuovi dettagli mai visti prima su una vettura dalla Casa: tra i quali le ruote illuminate che ricordano le quelle degli skateboard. Da lei deriveranno molte soluzioni impiegate sulle future auto del costruttore. È

Hyundai Seven Concept

Hyundai Seven  

Uno spazio vitale su 4 ruote nei panni di suv elettrico a zero emissioni a 7 posti, così Hyundai descrive la Seven Concept: prototipo dal quale nel 2024 verrà derivata la Ioniq 7, sviluppata sulla nuova piattaforma globale E-GMP per le auto a batteria del costruttore che farà per prima da base alla Ioniq 5 prevista nel 2022. La linea della carrozzeria è segnata da elementi di illuminazione insoliti, grandi portiere ad armadio e pannelli di vetro sul tetto e sul retro per un nuovo linguaggio del design del costruttore. Mentre all’interno il salotto di bordo prevede tre file di sedili che possono essere orientati in mille modi e una plancia con un volante retrattile prevedendo un sistema di guida con un elevato grado di automazione. A bordo sono inoltre presenti dotazioni futuristiche come il tetto panoramico che funge da schermo Oled e può visualizzare i contenuti richiesti dall’utente o cambiare l’atmosfera interna. La propulsione prevede una batteria a elevata capacità capace di garantire fino a 500 chilometri di autonomia e ricaricarsi dal 10 all’80% in circa 20 minuti.

Audi Grandsphere

Audi Grandsphere 

Esposta all’IAA Mobility 2021 di Monaco l’Audi Grandsphere prefigura una futura ammiraglia del marchio elettrica, probabilmente la prossima A8 o l’erede di quest’ultima in chiave a zero emissioni. È stata concepita come un modello con una guida autonoma di livello 4, ovvero che consente all’utente di delegare alla vettura il compito di gestire in tutto e per tutto la marcia. Questo ha permesso ai progettisti di concepire l’abitacolo come un lussuoso salotto dove volante e pedaliera scompaiono quando viene attivato l’autopilota. A bordo si accede tramite portiere che si aprono ad armadio e gli interni prevedono superfici rivestite in radica e fibre naturali su cui vengono proiettate informazioni e contenuti. All’esterno la Grandsphere sfoggia un design lineare, con sbalzi molto ridotti che delineano la carrozzeria nei suoi 5,35 di lunghezza, dove fa bella mostra il frontale single frame reinterpretato con sottili fari a led a sviluppo orizzontale incassati all’interno del cofano. Sotto all’elegante vestito la tedesca prevede la piattaforma nativa elettrica PPE (Premium Platform Electric), sviluppata in collaborazione con la Porsche, con due unità (una su ogni asse) che sviluppano in totale 530 kW (721 Cv), alimentate da un pacco batteria da 120 kWh per circa 750 chilometri di autonomia.

Volkswagen ID LIFE

Volkswagen ID Life 

Con la ID LIFE Volkswagen ripete in chiave moderna quanto fatto nel 1938 con il Maggiolino. Si tratta infatti di un prototipo che anticipa una futura elettrica del costruttore, destinata al mercato di massa e che sarà disponibile a partire dal 2025 con un prezzo che dovrebbe aggirarsi tra i 20.000 e i 25.000 euro. Nello specifico è un crossover a 5 porte di segmento B che misura in lunghezza 4,09 metri e offre una capacità di carico di 1.285 litri. Dai materiali impiegati nella costruzione, come la vernice trasparente per la parte esterna colorata con trucioli di legno di scarto, all’abitacolo pensato per mettere al centro l’uomo contando nelle dotazioni su tecnologie digitali avanzate, la ID LIFE presenta soluzioni all’avanguardia mai viste su un’auto della categoria. Gli interni, multifunzionali, prevedono a bordo perfino una console per videogiochi e uno schermo per la proiezione di film che si estende dal cruscotto quando richiesto. Oltre ai sedili completamente ribaltabili in modo da ottenere un letto di circa due metri di lunghezza. A fare da base alla vettura è una variante accorciata a trazione anteriore della piattaforma modulare Meb di Volkswagen. Il cuore elettrico impiega un motore da 172 kW (234 Cv), alimentato da un pacco batteria da 57 kWh che consente un’autonomia di circa 400 chilometri.

Cupra Urban Rebel

Cupra Urban Rebet
  

La Urban Rebel ha l’aspetto di una sportiva da rally ispirata ai modelli da videogame e prefigura una compatta a batterie da città che la Casa spagnola lancerà nel 2025. Come la Volkswagen ID LIFE nasce allo scopo di “democratizzare” la mobilità elettrica rendendola accessibile a tutti. Basata sulla piattaforma MEB del Gruppo Vw, è lunga poco più di 4 metri, larga poco meno di 1,8 e alta 1,44. Ha un look grintoso, caratterizzato da vistose appendici aerodinamiche tra cui una enorme ala posteriore, che sicuramente verrà addolcito nella versione di serie. Lo stesso vale per la meccanica da supercar dotata di un motore a batterie in grado di sviluppare una potenza di picco di 319 kW (435 Cv) per farla scattare da 0 a 100 km/h in appena 3,2 secondi.

Hongqi S9

Hongqui S9 

Frutto della joint venture tra gli statunitensi della Silk EV e i cinesi della FAW, la Hongqi S9 è stata disegnata da Walter de Silva e diventerà un modello di serie nel 2023 da circa 2 milioni di euro, costruito alle porte di Reggio Emilia nel cuore della Motor Valley. Si tratta di una hypercar ibrida basata su telaio e carrozzeria in carbonio e spinta da un motore termico V8 di 4 litri biturbo da 850 Cv, collegato alle ruote posteriori, associato a 2 motori sulle ruote anteriori che erogano 389 kW (530 Cv). Le prestazioni sono da brivido: 1.400 Cv di potenza totale per oltre 400 km/h di velocita massima e un’accelerazione da 0 a 100 in meno di 2 secondi. Per gestirle è stata prevista sul modello un’elettronica da Formula 1 con diversi settaggi di guida e un avanzato sistema di torque vectoring. Sarà prodotta in circa 400 unità destinate a sfidare nel mercato bolidi elettrificati come l’Aston Martin Valhalla e la Mercedes AMG Project One.

Dacia Bigster Concept

Dacia Bigster 

Svelata durante la presentazione del nuovo piano industriale del gruppo Renault, si tratta di un suv che incarna il nuovo corso della Casa Rumena per aumentare la competitività nel mercato. Lunga 4,6 metri, la Bigster è stata definita dal costruttore come “un’auto spaziosa, robusta e pensata per strade polverose nei panni di un veicolo a ruote alte con niente di più e niente di meno dell’essenziale”. Così da risultare nel modello di serie che verrà estremamente accessibile, con un prezzo di listino inferiore alla media, pur sfoggiando dotazioni da categoria superiore. Il design è estremamente squadrato ed è segnato da proporzioni robuste, linee semplici e dall’assenza di ricercatezze. “Nessuna finiture cromata o in finto alluminio” dicono i progettisti, spiegando che sulla vettura sono invece impiegate materie plastiche riciclate per tutti i pannelli protettivi esterni. Riguardo alle motorizzazioni sono previste per lei delle unità a benzina e sistemi ibridi anche plug-in e 4×4.

R5 Prototype

Renault 5 Prototype 

Un’auto a batterie che richiama nella linea la storica utilitaria della Casa francese prodotta dal 1972 al 1985. Anticipa il futuro modello di serie previsto sulle strade entro il 2025 e ripropone molti dei particolari che hanno reso inconfondibile l’antenata anche nella celebre versione Turbo. A cominciare dai fari a led modellati sulla forma degli originali, fino alla presa d’aria del cofano vicino al parabrezza dietro la quale si trova la presa della ricarica, oppure i passaruota posteriori bombati. Realizzata sulla nuova piattaforma CMF-BEV del Gruppo Renault, è stata concepita per impiegare un powertrain ad alta efficienza, alimentato da accumulatori a base di nichel, manganese e cobalto in grado di garantire una autonomia sopra la media. “La nuova R5 è la Nouvelle Vague: è fortemente legata alla sua storia eppure rappresenta il futuro”, ha detto Luca De Meo, presidente e amministratore delegato designato di Renault.

Smart Concept #1 

Smart concept 

Lunga 4,29 metri, larga 1,91 e alta 1,69, la Concept #1 rappresenta il salto in avanti di Smart nel segmento dei Suv compatti ed è anche il primo frutto della joint venture tra la Mercedes e la cinese Geely che detiene il 50% del costruttore di Böblingen. La versione di serie arriverà nel 2022 ed è evidente sulla vettura un nuovo family feeling del marchio votato ad accentuarne il carattere premium. La carrozzeria è segnata da sbalzi ridotti e forme sinuose e fa effetto sulla Concept #1 la particolare verniciatura bicolore cui si uniscono dotazioni ricercate: come il tetto in cristallo sottolineato da una cornice illuminata, oppure le maniglie a scomparsa e le portiere posteriori che si aprono in direzione opposta rispetto a quelle anteriori. Anche all’interno sono diverse le soluzioni esclusive, una delle tante è la plancia che prevede uno schermo tattile da 12,8 pollici dal quale possono essere gestite la maggior parte delle funzioni di bordo. Compreso lo stato della propulsione elettrica che si basa sulla piattaforma SEA specifica per auto a batterie del Gruppo Geely ed è predisposta per aggiornamenti software over-the-air.

Ford F-100 Eluminator

Ford F-100 Eluminator 

L’arte dei Restomod ha stregato anche la Ford che per far scena al Sema di Las Vegas 2021 ha pensato bene di montare il motore elettrico della Mustang Mach-E GT da 358 kW (486 Cv) in un pick-up F-100 del 1978 restaurato ad hoc per l’occasione. Il risultato è l’F-100 Eluminator: un veicolo, sviluppato da Ford Performance e costruito in collaborazione con McCue-Lane Electric Racecars, che sposa il fascino retrò con la massima sostenibilità ed è stato realizzato al fine di promuovere la tradizione dei “crate engine” di Ford anche nell’era dell’elettromobilità. Ovvero la vendita libera di motori che vengono spediti in genere all’acquirente dentro una cassa di legno per poi essere impiegati su vetture di ogni epoca e tipologia. Proprio come avvenuto per modello che apparitene all’ultima serie della sesta generazione di F-Series, equipaggiato in origine con un V8 Windsor da 302 pollici cubici per 239 Cv.

  

Fonte: repubblica.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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