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Lazio, tra sfottò e provocazioni social il derby è già cominciato

I tifosi biancocelesti sperano che la stracittadina possa rivelarsi la partita della svolta. Nel frattempo, la goliardia tifosa si impossessa dei social e non solo

Tensione, speranza, curiosità. I tifosi della Lazio si avvicinano al derby con diffidenza. La squadra non ha ancora assimilato le idee tattiche di Sarri, non rende come dovrebbe, e per la partita contro la Roma c’è un po’ di preoccupazione. Anche se poi, sui social e nelle radio, traspare un pensiero comune. Forse una speranza: e se fosse proprio il derby la partita della svolta?

TENSIONE

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La stracittadina, si sa, a Roma è sempre molto sentita. Quella di oggi ha un sapore particolare: i tifosi di Lazio e Roma si trovano gli uni di fronte agli altri dopo un anno e mezzo.

Negli ultimi due derby, causa Covid, si è giocato a porte chiuse. Per questo stavolta c’è ancor più voglia di fare bene. La partita non vale di più. Ma ha significati diversi. Anche per questo c’è tensione. Fra i laziali si spera inoltre nel gol di Pedro: l’ex romanista, a segno nell’ultima stracittadina, quando ancora indossava la maglia giallorossa, è uno dei pochi che non sta deludendo. Poter esultare, in faccia ai cugini, per un suo gol, per i laziali sarebbe il massimo. “Ritroviamo il nostro entusiasmo, togliendogli il loro”.

SFOTTò

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Come ogni derby però, ci sono anche i soliti sfottò goliardici. Ricordando le 6 sostituzioni che erroneamente fece Fonseca l’anno scorso durante Roma-Spezia di Coppa Italia e facendo riferimento a una nota trasmissione radiofonica laziale (“Quelli che hanno portato il calcio a Roma”), sui social e su Whatsapp gira una meme con la scritta “Quelli che hanno portato i 6 cambi a Roma”.

I laziali, inoltre, provocano i romanisti perché Italo Foschi, che ha fondato la Roma, era di Corropoli e non era dunque romano. In particolare però i tifosi biancocelesti vanno fieri di alcune scenografie organizzate dalla Curva Nord negli ultimi anni: “Sugli spalti vinciamo sempre noi”, lo slogan più ricorrente. Inevitabile però, visti gli ultimi risultati, anche qualche critica alla società, rea, a detta di molti tifosi, di non aver fatto un mercato ideale per le idee di gioco di Sarri.

INSEGNAMENTI

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Ieri pomeriggio, intanto, i bambini hanno lanciato un bel messaggio, diretto ai tifosi più adulti. Le due fondazioni di Lazio e Roma si sono riunite al giardino intitolato a Vincenzo Paparelli per celebrare una giornata di rivalità nella non violenza. Con l’occasione si è fatta proprio scuola di tifo: i bambini hanno partecipato a una lezione con una psicologa dello sport, al termine della quale hanno scritto uno striscione che è stato appeso a uno dei muri del giardino: “La squadra vincente è: rispettosa, leale, inclusiva”. L’intenzione delle fondazioni di Lazio e Roma è quella di dimostrare che la rivalità può e deve essere matura e positiva.

Il prossimo 28 ottobre, giorno dell’anniversario della morte di Paparelli, verrà inaugurato un murale dedicato a Vincenzo Paparelli, Antonio De Falchi e Gabriele Sandri: tre tifosi di Lazio e Roma venuti a mancare tragicamente. E così ieri i babini della Lazio Basket in carrozzina hanno giocato con quelli giallorossi del calcio integrato giallorossi, quelli della Lazio Hockey su prato e della Lazio Atletica hanno colorato insieme ai romanisti dell’ Asd Disabili Roma 2000. Perché anche in un giorno così, pieno di tensione, speranza e curiosità, con l’inevitabile rivalità che c’è fra le parti, deve esserci rispetto.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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