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L’architettura per lo sport: il calcio e tutti gli altri

Il tema dello sport e delle infrastrutture necessarie per praticarlo sia a livello di base sia a livello agonistico è tornato alla ribalta della cronaca dopo la vittoria dell’Italia agli Europei di calcio e i consistenti medaglieri alle Olimpiadi e Paralimpiadi a cui hanno fatto seguito anche gli Europei  di pallavolo, sia femminili sia maschili.

Che sia sempre più necessaria una cultura diffusa del movimento viene ripetuto da più parti, sappiamo che l’obesità infantile sta diventando un problema molto serio, sappiamo che la pedagogia più avanzata sta mettendo in discussione l’assetto della trasmissione del sapere anche da un punto di vista fisico. In altre parole è stato dimostrato che il movimento aiuta persino a memorizzare meglio e che, soprattutto in città, la pratica dello sport è spesso l’unica occasione di movimento per bambini e ragazzi. Ma lo sport è anche riscatto sociale, consapevolezza di sé, apprendimento delle regole e relazione con gli altri. 
I grandi avvenimenti sportivi, come i campionati di calcio o le Olimpiadi richiedono tanti passaggi, anni di allenamento e luoghi dove praticare lo sport. Infrastrutture piccole e grandi che siano in grado di rispondere alle necessità degli atleti a tutti i livelli. 

Domus ha invitato due studi, ARW Architectural Research Workshop e Dontstop architettura, a ragionare insieme su questi temi attraverso i loro progetti al Café della stampa a Cersaie.

Fonte: domusweb.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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