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Lamborghini, storia del brand

Il marchio Lamborghini è nato nel 1963 a Sant’Agata Bolognese da un’idea di Ferruccio Lamborghini, proprietario e fondatore del gruppo industriale automobilistico. Attivo dal 1948 nel settore dei trattori agricoli, Ferruccio decise, qualche anno più tardi, di lanciarsi con successo sul mercato delle automobili di lusso. Ma cosa raffigura il logo Lamborghini e qual è la storia del leggendario brand automobilistico? Un toro alla carica incorniciato da uno scudetto è da sempre l’immagine che contraddistingue il leggendario marchio Lamborghini. La nota casa automobilistica si è cucita addosso questa icona che evoca forza, potenza e sportività, fin dagli anni Sessanta, da quando è stata fondata.

La storia del logo Lamborghini: il toro vitale e dorato

Il logo Lamborghini si presenta piuttosto lineare, ma la sua semplicità è il punto di forza che rende chiara la sua identità. Un toro dorato, ripreso nell’atto di combattere, si staglia su uno sfondo nero ed è circoscritto all’interno di uno scudetto dai contorni color oro. La scelta dell’animale che identifica la casa automobilistica coincide con il segno zodiacale del suo fondatore.

Ferruccio Lamborghini, infatti, nasce nell’aprile del 1916sotto il segno del Toro. Duplice, dunque, il riferimento. Da un lato vi è lo stretto legame fra l’azienda e il suo ideatore, dall’altro, il simbolo di forza che il toro evoca. Il Toro, come segno di terra, rimanda ad un immaginario di potenza virile, di solidità e di vitalità. La cornice a forma di scudo, poi, sicuramente rimanda l’immagine di appartenenza alla ricca nobiltà.

Il legame tra Lamborghini e la tauromachia è rintracciabile, come si vedrà, anche nei nomi dei modelli delle auto, ispirati quasi tutti al mondo delle corride.

Lo stile del marchio

I colori scelti per il logo sono due. Si tratta del dorato contrapposto al nero. Due tonalità decise e in forte contrasto tra loro. Il color oro è utilizzato per rappresentare il toro, donandogli maggiore lucentezza e risalto. Dorati sono anche i bordi dello scudetto a sottolineare il carattere prezioso del marchio. Il nero, invece, fa da sfondo all’icona-toro. Emblema di eleganza, il nero è anche il colore simbolo del maschile che ben si sposa con i gusti del pubblico dei fan della casa automobilistica.

Il logo è accompagnato dalla scritta “Lamborghini” resa in stampatello maiuscolo, dorata e ben leggibile. Il font utilizzato è abbastanza lineare. La scritta è posizionata in alto e segue armoniosamente la curva dello scudetto, arricchendolo e donandogli maggiore armonia ed equilibrio.

Esistono altre versioni del logo che mantengono invariati sia lo scudetto sia la postura del toro che si trova all’interno. Ciò che cambia sono i colori e la scritta che, nella versione con lo scudo a sfondo rosso, è in corsivo. Rimane comunque netto il contrasto dei colori. Il nero viene comunque mantenuto in tutte le versioni, al quale viene affiancato, in contrapposizione, o il rosso o il bianco.

Riferimenti e differenze con il logo Ferrari

I più maliziosi sostengono che il logo della Lamborghini richiami in qualche modo quello stesso dellaFerrari, alimentando la rivalità storica fra le due case automobilistiche. Secondo questa teoria, Ferruccio Lamborghini avrebbe ripreso lo scudo Ferrari rimpiazzando il cavallino rampante con il toro e invertendo i colori dal giallo e nero di casa Ferrari al nero e oro di casa Lamborghini. Trattasi di “leggenda metropolitana” mai confermata e mai smentita dalle fonti ufficiali. 

La storia completa dell’industria e del brand “Lamborghini” 

Come detto sopra, l’ingegnere meccanico Ferruccio Lamborghinifondò nel 1948 a Cento (Ferrara) una fabbrica di trattori, attività nata dall’acquisizione di un lotto di motori militari avanzati dalla Seconda guerra mondiale. 

Il comparto storico della casa e il relativo marchio “Lamborghini Trattori” vennero venduti nel 1971 ad un altro gruppo industriale specializzato nel settore, la Same. Il primo marchio del 1952 era costituito da un triangolo nei cui tre settori interni coesistevano le iniziali di “Ferruccio Lamborghini Cento”; senza specifiche regole grafiche, il logotipo era costituito da caratteri diversi. 

Nel 1959 la passione e la competenza tecnica del fondatore si spinsero perfino a concepire la produzione di elicotteri; ma il governo italiano non concesse l’autorizzazione e Lamborghini ripiegò sulla produzione di vetture sportive. 

Pertanto nel 1963 nacque a Sant’Agata Bolognese (Bologna) la “Automobili Ferruccio Lamborghini SpA”; al grande successo di queste macchine potenti contribuirono anche il designer Bertone ed il progettista di propulsori Bizzarrini

Il progetto del marchio, che venne utilizzato anche sui trattori, fu affidato a Paolo Rambaldi. Fu individuato il toro, segno zodiacale del fondatore ma anche simbolo di aggressività, in posizione da combattimento e posto all’interno di uno scudo rosso bordato di nero con il logotipo calligrafico, caratteristico dell’epoca. 

Come accennato più sopra, alcuni ravvisarono una rivalità con la Ferrari per la sostituzione del cavallino rampante con il toro. Dopo i primi modelli con denominazione alfanumerica di moda all’epoca, anche la nomenclatura delle auto si ispirò al mondo della tauromachia: per esempio, il nome Miura venne preso dalla razza di tori da corrida di Don Eduardo Miura Fernandez, di cui Lamborghini visitò anche l’allevamento a Siviglia. 

Le eccezioni a questa tradizione furono poche ma significative: “Countach” è un’esclamazione di stupore del dialetto piemontese che Nuccio Bertone pronunciò quando vide per la prima volta il prototipo della vettura. Nel 1972il marchio Lamborghini fu sottoposto ad un’operazione di rinnovamento: il suo nome, composto in maiuscolo, fu incorporato all’interno dello scudo in un rettangolo giallo; in assenza di regole vincolanti, apparve nel 1974 una versione dello stesso scudo con il logotipo esterno e composto con l’Univers Black Oblique. 

Dopo anni di gestione familiare, la crisi petrolifera e quella dell’industria dell’automobile della metà degli anni Ottanta costrinsero la proprietà a cedere le proprie quote nel 1987 al gruppo Chrysler. Nel 1998, dopo essere stata acquisito da Audi, il brand automobilistico volle rafforzare il suo fascino ancora una volta riportando la leggenda di Lamborghini in vita; pertanto, si affidò il restyling del marchio all’agenzia tedesca KMS Team che rivide le proporzioni dello scudo e, all’interno, il toro dorato diventò più corpulento. 

Per utilizzo esclusivo, viene usato anche il solo logotipo.

Ultima modifica: 21 Novembre 2022

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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