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La sorpresa e la fermezza di Sassoli: «Vogliono zittirmi». E cita Tolstoj: senza verità non c’è grandezza

Non era mai accaduto prima che un presidente del Parlamento europeo, la carica più alta tra le istituzioni Ue — in questi tempi il protocollo è oggetto di tanta attenzione — fosse colpito da sanzioni. E il messaggio lo ha spiegato bene David Sassoli: «Non avendo chiesto di entrare in Russia, è evidente che è un attacco politico: si cerca di colpire i Parlamenti perché sono la voce dei cittadini e questo vuol dire che il Parlamento europeo ha fatto il proprio dovere nel difendere le libertà fondamentali, nel denunciare le violazioni dello Stato di diritto in Russia e in tanti Paesi del mondo», ha detto ieri sera al Tg1.

La notizia di essere finito nell’elenco degli otto europei «non graditi» a Mosca, insieme alla vicepresidente della Commissione Ue Vera Jourova, impegnata a denunciare le sistematiche interferenze delle campagne di disinformazione russe, Sassoli l’ha appresa da una telefonata dell’Alto rappresentante Ue Josep Borrell, cui è seguita la chiamata del nostro ministro degli Esteri Luigi Di Maio che gli ha espresso «piena solidarietà». Poi è stato un susseguirsi di testimonianze di sostegno da parte del mondo politico europeo e italiano di ogni colore. A cominciare dalla telefonata della presidente della Commissione Ursula von der Leyen (il presidente del Consiglio europeo Charles Michel era in volo e si è fatto vivo una volta atterrato). Per il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, le sanzioni russe sono «tanto ingiustificate quanto inutili» mentre per il presidente della Camera Roberto Fico rappresentano «un gesto di ostilità incomprensibile». La presidente del Senato Elisabetta Casellati lo ha definito un «gesto intimidatorio senza precedenti».


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Sassoli ha ribadito il suo impegno: «Nessuna sanzione o intimidazione fermerà me o l’Europarlamento dalla difesa dei diritti umani, della libertà e della democrazia. Le minacce non ci zittiranno» e poi citando Tolstoj ha ricordato che «non c’è grandezza dove non c’è verità». Al Tg1 ha detto che l’Ue continuerà «a sostenere che Navalny deve essere liberato». Ma quello che ha evidenziato il presidente del Parlamento Ue è la nuova strategia messa in campo dai Paesi che non rispettano i diritti umani. «Le settimane scorse — ha spiegato — ci sono state sanzioni a parlamentari europe da parte della Repubblica popolare cinese, oggi è la volta di Mosca». Pechino ha colpito tutti gli eurodeputati che fanno parte della commissione Diritti umani, inclusa la sua presidente Marie Arena. Ai suoi Sassoli ha manifestato preoccupazione per questo tentativo di innalzare il livello dello scontro da parte della Russia, giudicato grave perché invece a prevalere dovrebbero essere il dialogo e l’attività diplomatica. «Nel pomeriggio sono stato in contatto con tutte le istituzioni e la nostra risposta sarà adeguata — ha detto ancora al Tg1 —. Gli europei sono innamorati della democrazia e della libertà e vogliono esprimere le proprie opinioni quando valori fondamentali vengono violati in Russia e in tante parti del mondo e credo che questo sia il nostro dovere».

Giovedì, alla vigilia delle sanzioni da parte di Mosca contro gli otto europei, il Parlamento Ue in plenaria aveva adottato una risoluzione in cui gli eurodeputati esprimono «profonda preoccupazione per il recente rafforzamento militare russo al confine con l’Ucraina e per le rivelazioni degli agenti russi dietro le esplosioni in Repubblica Ceca». L’eventuale scenario di un’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca «deve comportare — per gli eurodeputati — un arresto immediato delle importazioni Ue di petrolio e gas dalla Russia, l’esclusione della Russia dal sistema di pagamento SWIFT e il congelamento dei beni e l’annullamento dei visti per l’Europa di tutti gli oligarchi legati alle autorità russe». Inoltre hanno ribadito «la richiesta per il rilascio immediato e incondizionato di Alexei Navalny». Ora aumenteranno le pressioni per lo stop al gasdotto Nord Stream 2.

30 aprile 2021 (modifica il 30 aprile 2021 | 23:19)

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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