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La seconda ondata del virus allontana la ripresa. Solo nel 2022 il pil tornerà a livelli pre-covid

Il recupero del pil ai livelli pre covid è previsto nel 2022, ma se si dovesse realizzare lo «scenario avverso» di un’impennata dei contagi e ospedali di nuovo pieni la crescita quest’anno potrebbe sprofondare al -10,5% (contro la previsione del -9%) e risalire solo al +1,8% nel 2021. Non sarà un nuovo lockdown, ma «chiusure selettive» a frenare la ripresa in Italia. L’ipotesi è contenuta nella nota di aggiornamento al Def sul tavolo di Palazzo Chigi per il Consiglio dei ministri. Il governo però conta con la prossima legge di bilancio di spingere gli investimenti e varare nuovi incentivi per l’occupazione assicurando così nel 2021 un rimbalzo del pil al +6%. Nella Nadef, che è la cornice nella quale costruire la manovra, si fa riferimento al «pieno utilizzo» delle risorse del Next generation Eu ( i «grants», ossia i soldi a fondo perduto) che insieme a 22 miliardi in deficit (l’1,3% del pil) costituiranno le due gambe sulla quale si reggerà la finanziaria attesa fra poco più di dieci giorni.
Le coperture, si legge nel documento, arriveranno anche dalla «rimodulazione di alcuni fondi di investimento», da una nuova tornata di spending review, dalla revisione «di alcuni sussidi dannosi» per l’ambiente e dall’implementazione del piano cashless anche in chiave anti-evasione.
La riforma fiscale, che sarà operativa nel 2022, verrà anticipata in parte nella legge di bilancio e, come ha detto il ministro Roberto Gualtieri, si concentrerà sulla riduzione delle tasse per i ceti medi e bassi e sull’assegno universale per i figli. Il Recovery fund libererà degli «spazi fiscali», ma le coperture strutturali arriveranno dal «contrasto all’evasione fiscale e dalla riforma del sistema delle detrazioni e della tassazione ambientale».

Per quanto riguarda il quadro macro, già noto perché anticipato dall’esecutivo nel Cdm della scorsa settimana, il deficit nel 2020 salirà al 10,8% e al 7 nel 2021, mentre il debito si attesterà a dicembre al 158% del pil, in aumento di 23,5 punti per poi scendere al 151,5% nel 2023.
Il titolare del Tesoro resta ottimista sulle trattative a Bruxelles nonostante i veti dei Paesi del nord: «Non siamo ancora in una situazione di allarme, ma in una situazione fisiologica di negoziato. Io sono fiducioso che si riuscira’ ad avere il Recovery fund operativo all’inizio dell’anno e l’Italia sarà pronta con il suo piano», ha detto Gualtieri a Rainews24.
Durante il dibattito in Cdm, il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha chiesto l’inserimento, tra le varie leggi collegate alla legge di bilancio, del testo unico per l’ecobonus e il sismabonus.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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