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La rivolta dello sport contro il governo (Petrucci attacca Speranza)

Il mondo dello sport è in rivolta. La decisione di limitare al 25% la capienza negli impianti delle società di Serie A di basket è stata definita “assurda” dal presidente della Federbasket, Giovanni Petrucci, nel corso del Consiglio federale Fip tenutosi in videoconferenza. Reso omaggio in apertura alle carriere di Federica Pellegrini e Aldo Montano, che ieri hanno dato l’addio alle competizioni, il presidente della Fip, per 14 anni anche n.1 del Coni, ha espresso al Consiglio la propria disapprovazione per la misura. Dopo la chiusura anticipata a marzo del campionato 2019-2020 e le stringenti limitazioni agli accessi nella stagione appena conclusa – sottolinea una nota della Fip – le società hanno la necessità impellente di aprire le rispettive campagne abbonamenti, tra le principali fonti del proprio sostentamento. Ciò non sarà possibile se la capienza nei palazzetti non sarà aumentata almeno al 50%.

Le direttive imposte dal Governo, in antitesi con quanto deciso per altri ambiti della vita civile, denotano preoccupante insensibilità e scarsa conoscenza del mondo sportivo – prosegue la nota – costretto ancora una volta a non poter programmare non solo il proprio futuro, ma neanche l’immediato presente. Il basket e tutte le altre discipline hanno perso, in questi lunghi mesi, migliaia di tesserati anche a causa delle scelte del Ministero della Salute, che anziché incentivare come dovrebbe la pratica sportiva, persegue logiche nettamente contrarie riducendo Federazioni e Leghe a meri “Uffici Protocollo”. Non si è dimostrato sufficiente l’impegno del Sottosegretariato allo Sport e si ribadisce la delusione per la politica di un Governo che ogni giorno di più indebolisce il Coni nell’esercizio delle proprie funzioni (vedi Spy Calcio del 28 luglio).

Nei giorni scorsi aveva fatto sentire la sua voce anche Umberto Gandini, presidente della Lega Basket di serie A. Nelle prossime settimane, il presidente Petrucci riunirà i presidenti delle Leghe di pallacanestro per studiare forti azioni di protesta, convinto che in questo modo non si possa più andare avanti.

Anche il mondo del calcio è mobilitato: l’apertura del 50 per cento degli stadi è fittizia, in realtà con il distanziamento dei seggiolini in molti stadi si tratta solo di un 25-30 per cento. Troppo poco per limitare i danni: con la chiusura degli stadi, club come l’Inter ci hanno rimesso 120 milioni e tutta la serie A un miliardo e duecento. Ora si riparte in salita. La Figc e la Lega di A stanno facendo pressioni sul governo, è stata scelta la linea della trattativa. Ma per ora non ci sono risposte. Lunedì a Milano ennesima assemblea della Lega. Poi si vedrà che linea tenere.

Fonte: repubblica.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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