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La Regione: lunedì possono aprire gli asili nido. Ma nessun Comune è pronto

Asili nido, sezioni primavera e nidi in famiglia: si può ripartire. Ieri la Regione ha autorizzato il via libera ai servizi educativi per i bimbi più piccoli, da zero a tre anni a partire da lunedì 31 agosto. Potranno alzare la serranda centinaia di strutture che si occupano di attività per l’infanzia, solo una parte delle quali “riconvertita” in queste settimane per ospitare i centri estivi. “Il Piemonte è tra le prime Regioni a riaprire i servizi per l’infanzia, per rispondere alle esigenze delle famiglie, dei bambini e di tutti i lavoratori del comparto” sostengono il presidente Alberto Cirio e l’assessore Elena Chiorino.

Il via libera riguarda sia le strutture private, sia quelle pubbliche. A inizio agosto la Regione aveva anticipato ai sindaci la volontà di far partire gli asili nido a fine mese, ma fino a ieri non era arrivata la conferma e non tutti sono pronti. A Torino, il Comune ha già previsto la ripartenza insieme alla scuola per l’infanzia e al resto dei cicli di studio. “Come tutti gli anni ci atteniamo al calendario scolastico e inizieremo il 14 settembre come già comunicato alle famiglie e sul sito dei servizi educativi” spiega l’assessore di Palazzo Civico Antonia Di Martino che gestisce 39 nidi in forma diretta e 16 in appalto. Mercoledì prossimo è previsto un nuovo incontro, dopo quello di martedì scorso, tra l’assessorato e i sindacati per affrontare i nodi del rientro: dal personale che manca, sia tra gli educatori, che tra gli assistenti, per cui si potrebbe ricorrere agli interinali, alle modalità di ingresso e uscita per evitare assembramenti.

La possibilità di aprire da lunedì può rappresentare comunque una boccata d’ossigeno per le famiglie – anche se l’anticipo è davvero minimo perché davvero si possa organizzare l’avvio delle attività tra quattro giorni – e per le strutture private. I 15 milioni di euro promessi in primavera per ristorare i mancati incassi delle rette a partire dal 20 febbraio in molti casi non sono arrivati, denunciano i gestori. Poter riprendere l’attività ora è quindi una buona notizia. “Noi abbiamo già programmato gli inserimenti e siamo pronti: ripartire è una necessità, per noi e per le famiglie” dice Alessandra Cerutti che gestisce l’Oca Carlotta in via Balme. Sulla riapertura pesano tuttavia molte incognite, a partire dalle difficoltà di vigilare sullo stato di salute dei più piccoli. Non solo: “Per i baby parking che per natura vivono sull’alternanza delle presenze, sarà impossibile avere gruppi stabili di bambini come richiesto dalle linee guida” osserva Tiziana Agui di Parakid’s.
 

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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