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La Regione boccia i quattro documenti programmatici delle Aziende sanitarie. Le opposizioni: «Sanità locale in cortocircuito»

PORDENONE. “Non compatibilità delle proposte di atto aziendale presentate dagli enti del servizio sanitario regionale”. Con queste parole il capo della Direzione centrale salute, politiche sociali e disabilità della Regione Gianna Zamaro, recependo i pareri espressi da Arcs (Agenzia regionale di coordinamento per la salute), si è espressa circa le proposte di atto aziendale formulate dai direttori generali di tutte le aziende del Friuli Venezia Giulia.

“I pareri, così come espressi da Arcs, impediscono il rilascio del nullaosta da parte della scrivente direzione rispetto alle proposte di atto aziendale presentate”, scrive Zamaro, inoltrando la comunicazione ai direttori generali delle Aziende sanitarie Friuli occidentale, Friuli Centrale, Giuliano Isontina, Burlo Garofalo e Cro di Aviano.

La Zamaro ritiene necessario che “il parere di compatibilità pervenga all’esito di un percorso condiviso tra codesta Azienda e gli Enti del servizio sanitario regionale, idoneo a garantire il rispetto della compatibilità economico-finanziaria della proposta di atto aziendale, nonchè l’adeguatezza della strutturazione e dell’organizzazione dell’assistenza territoriale delle Aziende anche in relazione alle linee di sviluppo delineate nella Missione 6, Componente 1 del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)”.

Tutto da rifare, dunque, circa i documenti programmatici delle Aziende sanitarie della regione, alla luce delle risorse disponibili e di tensioni nella sanità regionale che pare sempre più difficile contenere.

Riccardi: “Sbagliato parlare di bocciatura”

“Chi parla di bocciature probabilmente non conosce il percorso ai quali sono sottoposti gli atti aziendali”. Ad esprimersi così è il vicegovernatore con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi.

Su questo argomento l’esponente dell’esecutivo precisa che l’iter seguito dagli atti aziendali prevede che le aziende stesse propongano il documento sul quale poi l’Agenzia regionale di coordinamento sanitario (Arcs) e, di conseguenza, la Direzione centrale Salute, esprimono la propria posizione sulle ipotesi presentate.

Ciò è quanto stabilisce la legge di riforma, a garanzia di un percorso appropriato e sostenibile in coerenza con le linee di gestione approvate dalla giunta regionale.

Questo significa che sulle proposte delle aziende vengono compiute soltanto valutazioni tecniche ed organizzative, mentre invece – secondo il vicegovernatore – le opposizioni si concentrano solo ed esclusivamente su considerazioni di taglio politico con lo scopo di strumentalizzare gli atti.

Alle accuse espresse dalla minoranza, l’esponente della giunta risponde che la Regione altro non fa che applicare i passaggi previsti dalla legge di riforma.

Per il vicegovernatore proprio chi ora punta l’indice in passato sarebbe stato protagonista di episodi in cui saltavano da un banco all’altro le schede sulle quali erano contenuti i numeri dei primari delle singole strutture.

Per l’assessore regionale “quella stagione ormai è finita: la Regione non consentirà, a chi non ne ha i titoli, di inserirsi nel lavoro compiuto oggi dai professionisti senza quei condizionamenti del passato che, evidentemente, mancano adesso soltanto a chi li faceva”.

Liguori (Cittadini): «Sanità locale in cortocircuito»

“Sanità regionale in cortocircuito con la direzione centrale Salute e l’Azienda regionale di coordinamento per la salute (Arcs), che bocciano e rispediscono al mittente (ovvero alle Aziende sanitarie Friuli Occidentale, Friuli Centrale e Giuliano Isontina, a Burlo Garofolo di Trieste e Cro di Aviano) gli atti aziendali che evidenziano la non compatibilità delle proposte presentate e impediscono il rilascio del nulla osta”.

Lo scrivono in una nota Simona Liguori e Tiziano Centis, consiglieri regionali del Gruppo Cittadini.

“La direzione ritiene necessario un nuovo percorso idoneo a garantire il rispetto della compatibilità economico-finanziaria degli atti aziendali, nonché l’adeguatezza della strutturazione e dell’organizzazione dell’assistenza territoriale delle Aziende anche in relazione alle linee di sviluppo delineate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Siamo di fronte a una bocciatura inaspettata – spiegano Liguori e Centis dopo averlo affermato già nella conferenza stampa congiunta delle Opposizioni del Consiglio regionale – che per certi versi è persino incredibile”.

“Le dirigenze delle tre Aziende sanitarie regionali, del Burlo e del Cro di nomina fiduciaria della Regione sono state bacchettate pubblicamente dalla stessa Regione per non aver predisposto i propri atti aziendali secondo le indicazioni ricevute. Un vero e proprio colpo di scena, una cartina tornasole della grave crisi che attraversano le Aziende sanitarie, gli ospedali e i distretti, con la fuga degli operatori e il malcontento crescente della gente e delle istituzioni locali. Uno stallo pericoloso – chiosano i due civici – soprattutto perché questo dovrebbe essere il momento in cui ripartire velocemente con il recupero delle prestazioni dopo il lungo lockdown dovuto al Covid e con i progetti per utilizzare al meglio i fondi messi a disposizione dall’Europa”.

Zalukar (Misto): «Uno scarico di resposabilità»
“L’atto aziendale disciplina l’organizzazione e il funzionamento di ogni Azienda sanitaria e ne identifica altresì la missione, la visione e il ruolo non solo nel contesto istituzionale e ma anche in armonia con gli obiettivi definiti dalla programmazione regionale. Apprendiamo che tutti e cinque gli atti aziendali (delle Aziende sanitarie, del Burlo Garofolo di Trieste e del Cro di Aviano) sono distonici rispetto agli indirizzi regionali”.

Lo afferma in una nota Walter Zalukar, consigliere regionale del Gruppo Misto, a margine di una conferenza stampa organizzata con le forze di Opposizione.

“Ciò che lascia più che perplessi è che ben cinque atti aziendali siano stati, di fatto, bocciati. Ad esempio: ci sta che un direttore generale, particolarmente fantasioso si allarghi un po’ e che, in un eccesso di innovazione, si discosti dalle linee regionali, ma che tutti e cinque i dirigenti siano colti da pianificazione creativa all’unisono, è ben strano”, riflette Zalukar chiedendosi quale sia una possibile spiegazione.

“Dai modi in cui tale bocciatura è stata eseguita – conclude il consigliere -, pare difficile non pensare a uno scarico di responsabilità dai vertici politici ai direttore generali delle Aziende nel momento di massima criticità in cui si trova il nostro Sistema sanitario regionale. E mentre sono alla porta le elezioni amministrative e già si pensa alle regionali. Rimane il fatto che l’inedita bocciatura multipla degli atti aziendali evidenzia un cortocircuito di governance del sistema e, al di là di polemiche strumentali, anche facili, sarebbe bene che la Giunta regionale si interrogasse su quanto accaduto”.

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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