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La giravolta del macroniano Calenda: cosa diceva nel 2019

Cambiare idea non è reato ma stare dietro ai continui cambiamenti ideologici e ragionativi di Carlo Calenda inizia a divenire complesso per chiunque.

“Io non ho mai considerato Emmanuel Macron un punto di riferimento europeista”. Il leader di Azione, nel maggio del 2019, esprimeva una serie di critiche nei confronti vertice della Repubblica francese, mentre oggi esulta con decisione per la vittoria del leader de La Republique En Marche!.

Dopo aver messo in discussione l’europeismo di Macron, nello stesso anno citato, l’ex ministro per lo Sviluppo economico aggiungeva altre stilettate contro il presidente francese da ospite di Sky Tg24: “Sull’immigrazione Macron è uno che fa le stesse cose di Salvini, solo che le fa con il sorriso sulle labbra”. E diventare “macroniano”, per un politico esponente italiano – insisteva l’ex candidato a sindaco di Roma – era qualcosa di “provinciale”.

Ma queste considerazioni erano solo un assaggio. Sempre nel 2019 e, durante un’altra ospitata televisiva, Calenda se ne era uscito così: “Guarda, io sono un po’ scettico su Macron. Intanto perché l’ho visto in atto e le politiche che segue sono molto poco europeiste”.

Certo, si trattava di un riferimento alle politiche nazionaliste di Macron in campo economico, a partire dalla nota vicenda di Fincantieri. Ma come non notare, dopo l’emersione dei risultati delle presidenziali del 2022, i commenti trionfalistici del leader di Azione per la conferma di Macron come inquilino dell’Eliseo?

A urne francesi chiuse, l’ex ministro dello Sviluppo economico ha voluto prendere posizione, esultando con decisione per l’esito elettorale: “Un risultato decisivo per l’Unione Europea, nel momento in cui abbiamo la guerra ai confini. Bravo Macron. Adesso occorre costruire anche in Italia un’alternativa a populisti e sovranisti”. Macron, per Carlo Calenda, non è diventato soltanto il più europeista dei leader ma anche un riferimento chiave per un progetto politico che andrebbe replicato anche in Italia. Ma non è finita.

“Non è convincente per chi si allea con le versioni italiane di Le Pen tradendo i valori del popolarismo europeo”, ha scritto ieri Calenda, attaccando l’ex vicepresidente del Parlamento europeo Antonio Tajani su Twitter. All’improvviso, insomma, Calenda, oltre a dimenticare quali posizioni aveva espresso appena due anni fa, è diventato “macroniano”. E precisa: “Sono nel gruppo europeo con Macron. Poi penso e ricordo sempre che non si devono importare le leadership dall’estero. Lo considero un modo di fare provinciale e inadatto a un grande Paese”.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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