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La Conad rinuncia alla SuperLega. Il patron: «Al nostro sport nessuno ha pensato e questo è il risultato»

Azzio Santini analizza con lucidità quanto è avvenuto

Reggio Emilia Tutta colpa di un soffitto? Con Azzio Santini, amministratore delegato del Volley Tricolore, giochiamo a carte scoperte.

Santini la rinuncia all’A1 è solo questione di “casa” o, arrivati a inizio giugno, reinventarsi in Superlega sarebbe stato difficile anche per voi?

«Come ho detto fin dalla sera di Gara 4, economicamente e strutturalmente l’avremmo potuta affrontare. Per vincerla? No di certo, ma per lottare per la salvezza portando intanto a Reggio signore squadre che avrebbero continuato ad accendere la passione per il nostro sport che si respira in provincia. Il movimento è cresciuto in modo esponenziale. Sarebbe durata solo un anno? Chi può saperlo, ma se la promozione l’abbiamo inseguita per anni non è stato per cedere il titolo».

L’opzione Modena era davvero impraticabile?
«I nostri sponsor sono radicati su Reggio per il 90%, andare altrove significherebbe perderli ma ancor di più snaturarci e rischiare di vanificare quanto fatto finora. Noi per primi siamo di Reggio e abbiamo fatto della nostra passione un lavoro anche per offrire occasioni importanti alla città, andare altrove non avrebbe alcun senso, non abbiamo scelto di chiamarci Volley Tricolore per caso».

Intanto c’è chi parla di fuggi fuggi generale: prima il coach Mastrangelo, poi pezzi da novanta come Held e Garnica…
«Ad oggi è un dato di fatto che qui si possano offrire possibilità di crescita limitate: fino alla promozione in A1 ci siamo arrivati, ed è già tantissimo, ma a chi ha grandi ambizioni non si può offrire altro. Il gioco dell’oca di vincere per ripartire dal via certo non va bene a tutti ed avendo avuto offerte importanti da altre squadre è normale che questi ragazzi vadano, per loro è lavoro. A breve però sveleremo alcune importanti conferme, ripartiamo da un’ossatura consolidata».

La squadra quindi c’è?
«Visto che nessuno di noi ha mai voluto gettare la spugna, in queste settimane di incertezza ci siamo mossi su due binari con i procuratori: abbiamo preso accordi per un’eventuale squadra di A1 come per l’A2 e ora che abbiamo capito quale sarà il nostro destino siamo pronti a partire per fare la nostra figura più che dignitosa con un investimento commisurato. Si possono dire tante cose ma non che siamo degli sprovveduti, ci sarà da divertirsi anche quest’anno».

Aspettando la “Casa dello sport”?
«Siamo realisti, non l’avremo tra un anno e forse nemmeno tra due ma almeno un pezzo di carta su cui c’è scritto l’impegno del Comune a investire per la pallavolo reggiana c’è. E non sarà il pala Santini nè il pala Volley Tricolore, sarà di tutte le società, e sono tante, che lavorano sul nostro territorio per far crescere e vivere questo sport dalle giovanili in su. Sarà lo spazio di confronto e di crescita che questa provincia merita. Negli anni ci si è preoccupati di dare una casa a tanti sport ma al nostro non si è pensato e questo è il risultato. Se un domani ci sarà un impianto con 9 metri di altezza e 3mila posti a sedere, potremo tornare davvero a sognare in grande».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: gazzettadireggio.gelocal.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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