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La bottiglia, la spinta, lo sparo, i video: cosa sappiamo sul caso Voghera

Sul caso di Voghera continuano ad aleggiare nubi di mistero e incognite rispetto a quanto è realmente accaduto nelle scorse ore. Solamente le indagini dell’Arma riusciranno a chiarire meglio le dinamiche. Sul corpo della vittima, centrata da un unico colpo al petto, è già stata disposta l’autopsia. La procura di Pavia sta lavorando sull’ipotesi di eccesso colposo di legittima difesa: si sta valutando se chiedere al gip di confermare gli arresti domiciliari per Massimo Adriatici, assessore leghista alla Sicurezza del Comune nel Pavese che si è autosospeso dall’incarico fino all’esito del giudizio che lo vede indagato. Si deciderà poi anche se procedere o meno per il conferimento di altre consulenze tecniche, inclusa quella balistica. In attesa dei prossimi sviluppi sul caso di Voghera, ecco cosa sappiamo fino ad ora sulla base delle indiscrezioni emerse fin dalla mattinata.

“Mi ha spinto ed è partito il colpo”

L’assessore Adriatici – stando a quanto appreso e riferito dall’Adnkronos – si sarebbe così difeso davanti al magistrato, provando a fornire la sua ricostruzione dei fatti: “Stavo passeggiando in piazza Meardi quando ho notato quell’uomo infastidire i clienti di un bar. Mi sono avvicinato, l’ho redarguito invitandolo ad andarsene e a quel punto ho chiamato la polizia. Sentendo la mia telefonata, mi ha spinto facendomi cadere. È stato a quel punto che dalla pistola già impugnata è partito il colpo“.

Un testimone oculare ha riferito che lo straniero avrebbe lanciato una bottiglia di birra che stava bevendo all’indirizzo di Adriatici, prima che l’assessore chiamasse le forze dell’ordine per avvertire che l’uomo stava importunando alcuni clienti del bar. A farlo sapere è stato un abitante di Voghera di origine albanese: “Un uomo che era lì mi ha raccontato che la vittima aveva chiesto ad Adriatici: ‘Perchè non mi saluti?’ E gli aveva lanciato addosso la bottiglia. A quel punto, l’assessore gli ha detto che avrebbe chiamato la polizia. Poi c’è stata una colluttazione tra loro e l’assessore ha sparato“. Ulteriori dettagli potrebbero emergere dalle telecamere di sorveglianza in zona.

“Il marocchino era aggressivo”

La vittima della tragedia è El Boussetaoui Youns, straniero con numerosi precedenti alle spalle (tra cui reati contro il patrimonio, spaccio di sostanze stupefacenti, truffa, resistenza a pubblico ufficiale e minacce). Un residente ha dichiarato che il marocchino “dava spesso problemi, era aggressivo e dava fastidio alle persone“. Una signora straniera ha ammesso che effettivamente il senso di sicurezza in città non è proprio dei migliori: “Non abbiamo il coraggio di uscire la sera, anche qui a Voghera abbiamo paura. In giro c’è droga e gente che fa paura“. Da segnalare poi la reazione di una ragazza, conoscente di El Boussetaoui, che davanti alle telecamere ha urlato: “È stato ammazzato come un cane. Hanno detto che stava molestando una donna, ma lui non aveva mai fatto male a nessuno“.

“Adriatici è un professionista”

Gli ex colleghi di Adriatici si dicono “sorpresi” da quanto successo. Una fonte di polizia ha rivelato in esclusiva a ilGiornale.it alcune indiscrezioni inedite: l’assessore è figlio di un ispettore stradale a Pavia, che dopo alcuni anni in divisa si è congedato da sovrintendente per fare l’avvocato. La fonte ci ha spiegato che l’uomo “è sempre tranquillo, molto moderato“. Ecco perché c’è stupore: “Forse si è spaventato perché minacciato, anche se non possiamo ancora dirlo. È un professionista di livello, una persona soft, mai sopra le righe. Non ha mai compiuto follie o avuto scatti d’ira“. Giuseppe Carbone, capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Voghera, è “frastornato” perché reputa Adriatici “una persona di tutto rispetto e grande professionalità“.

Era legittima difesa?

Fin da subito dalla Lega hanno riferito che la vicenda “sarebbe frutto di una risposta a un’aggressione con un colpo partito accidentalmente“. Dal Carroccio hanno tenuto a sottolineare anche che la vittima “era una persona nota in città e alle forze dell’ordine per episodi di ubriachezza e violenze“. A parlare dell’ipotesi di legittima difesa è stato Matteo Salvini, che preferisce attendere gli accertamenti prima di “condannare una persona per bene che si è vista aggredita e che avrebbe reagito“. Secondo Angelo Ciocca, eurodeputato leghista, se non fosse stato per l’intervento di Adriatici, “pronto a intervenire a difesa di una ragazza molestata da un marocchino, probabilmente ora staremmo parlando di una violenza su una ragazza innocente“.

La polemica politica

Inevitabilmente è scaturita una polemica politica con accuse incrociate. Per Enrico Letta, segretario del Partito democratico, bisognerebbe porre lo stop alle armi private: “In giro con le armi solo poliziotti e carabinieri. È un giorno triste. Saranno gli inquirenti e autorità giudiziarie a decidere. Nessuno si sostituisca a loro“. Anche dal Movimento 5 Stelle arriva una presa di posizione. “È un fatto drammatico e grave che andrà chiarito dalle autorità inquirenti. Invitiamo la Lega a stare al suo posto. La ricostruzione dell’accaduto non è questione di competenza del Carroccio“, sostengono fonti grilline. Le opposizioni al Consiglio comunale di Voghera stanno valutando se presentare una mozione di sfiducia rivolta sia al sindaco Paola Garlaschelli sia all’assessore Adriatici.

Per Salvini non è giusto che passi per “macellaio e assassino” una persona “che ha semplicemente difeso se stessa e i suoi concittadini“. Il leader della Lega ha poi bocciato la proposta di “quel genio” di Enrico Letta: “Secondo lui bisogna togliere il porto d’armi a tutti gli italiani. Lui ha già deciso che è colpevole e ovviamente è colpa mia, a prescindere…“.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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