Jeepster sì, Jeepster no. Dagli Stati Uniti nelle ultime settimane sono arrivate parecchie voci sulla scelta del nome Jeepster per la nuova B-Suv. Ci sono dei precedenti, anche recenti, nel passato del costruttore, ma non è detto che questo sia il nome che effettivamente verrà utilizzato sulla nuova sport utility. Andando a ritroso nel tempo, la Jeep ha chiamato Jeepster tre sue concept: due, del 2021 e del 2018, basate sulla Wrangler e presentate al Moab Easter Jeep Safari di quegli anni e un’altra, dal design totalmente inedito, svelata venti anni prima, nel 1998. Il nome Jeepster ha però origini ben più lontane: risale infatti alla fine degli anni Quaranta, quando sul mercato americano venne introdotta la Willys-Overland Jeepster, la prima, vera automobile del marchio Willys (come spiegavamo poche righe più sù). Nel 1966 questa nomenclatura è tornata e ha caratterizzato la prima serie della Kaiser Jeep Jeepster Commando, rimasta in produzione fino al 1971 quando, con un aggiornamento, il nome Jeepster venne rimosso. Se effettivamente la nuova B-Suv dovesse riprendere questo nome avrebbe un albero genealogico ben strutturato su cui basare la propria carriera, con obiettivi di vendite ben più elevati rispetto a quelli delle sue antenate che, insieme, sono state prodotte in poco meno di 80 mila esemplari.