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Italvolley, da Giannelli MVP a Romanò tra sport, studio, dieta e premi

Le curiosità sui campioni d’Europa della pallavolo: la dieta, gli hobby e quanto hanno guadagnato con la vittoria (molto meno rispetto ai calciatori di Mancini)

I neo campioni d’Europa della pallavolo maschile, giovani e forti, hanno in comune, fuori dal palazzo (ma in fondo anche dentro, vista l’unione messa in mostra nel torneo continentale), una cosa: la semplicità e il cuore grande. Sono tutti ragazzi genuini, studenti, non hanno centinaia di migliaia di follower (ancora), in molti casi sono innamorati, oltre che delle loro fidanzate e nel caso di Anzani della figlia, anche dei loro animali (cani e gatti) e amano lo sport a 369 gradi. C’è chi è tifosissimo dell’Inter (Romanò e Michieletto), chi ama sciare (Pinali e Giannelli) e chi preferisce le camminate all’aria aperta.

In molti studiano, sopratutto Economia, qualcuno cucina spesso (pare che Romanò sia esperto di risotti), qualcun altro ha in testa solo la pallavolo. In ogni caso, uniti e compatti intorno a Fefè De Giorgi , hanno prolungato la meravigliosa estate azzurra con un altro trionfo. Un trionfo costruito nei minimi dettagli partendo dall’alimentazione.

La dieta della nazionale di volley

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Lo staff della Nazionale ha improntato il regime degli atleti su quattro pasti: colazione, due ore prima di ogni allenamento; pranzo alle 13; snack alle 17; cena alle 20. Il menù prevede un 50/55% di carboidrati, un 15/20% di proteine, un 30/35 di grassi. A colazione bresaola o prosciutto, grana e per chi non vuole il salato fette biscottate, anche integrali, con marmellata o miele. A pranzo e cena tante verdure, pasta o riso, carne quasi sempre bianca e tanto pesce. Gli spuntini variano in base agli impegni della squadra: prima della partita carboidrati di pronta assimilazione come biscotti secchi o una fetta di crostata alla marmellata. I ragazzi sono stati tutti molto precisi, a partire dal capitano Simone Giannelli , miglior giocatore del torneo. Padre maestro di tennis, ha iniziato proprio con il tennis, il calcio e lo sci. Ma alla fine ha scelto il volley. “Nel tennis ero abbastanza bravo, ma avevo delle difficoltà nel gestire da solo le mie emozioni. Lavorare in squadra mi ha aiutato”, ha raccontato. Ama viaggiare con la famiglia e chissà che per festeggiare il trionfo azzurro non si regali proprio un europeo un viaggio con i suoi cari.

I campioni studenti

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Figlio d’arte, ma nella pallavolo, è Riccardo Sbertoli, studente di economia aziendale. Si è invece laureato, nella stessa facoltà, Alessandro Piccinelli che ha scelto una tesi tra sport, territorio ed economia in cui ha preso in esame il caso della Safety Conad Perugia. Università anche per Mattia Bottolo, studente di biologia. Studia invece da papà Simone Anzani, che si coccola la sua Viola, nata a maggio. Amante della cucina e del barbecue, è uno di quelli che ha un gatto in casa. Cane invece (Rey e Riva) per Gianluca Galassi e Lorenzo Cortesia che spesso dormono anche con loro. La scorsa notte, invece, la coppa ha dormito nella stanza 1016 con Francesco Recine e Alessandro Michieletto . Quest’ultimo è il più giovane e il più alto della Nazionale, figlio e fratello d’arte e la sua fidanzata è Maddalena Bertoldi, capitana dell’ATA Trento.

La dedica e i premi

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Nel gruppo ci sono anche Daniele Lavia e Fabio Ricci: il primo è poco social, il secondo non lo è per niente. In fondo questo conta poco davanti alla rete: contano lo spirito e il cuore, quel cuore che i semplici ragazzi campioni d’Europa hanno tirato fuori subito dopo la vittoria mostrando la maglia di Filippo Federici, costretto ad abbandonare il ritiro per un infortunio alla mano destra. Gli Azzurri lo aspettano, a Parigi non manca poi così tanto. E chissà che magari, in caso di medaglia olimpica, non arrivi anche un premio di alto profilo. Per ora gli azzurri del volley hanno guadagnato dalla CEV un premio di 500mila euro (250mila alla Slovenia, 150mila alla Polonia terza), una somma che va dritta nelle casse della Federazione, che provvederà poi a premiare i singoli atleti. Ricordiamo che agli azzurri del calcio ne sono andati 250mila. A testa.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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