Viva Italia

Informazione libera e indipendente

Italia, momento magico: gli Europei, Berrettini, il basket a Tokyo. Lo sport funziona e tiene vivo il sogno…

di Daniele Dallera

Lo sport italiano fa pensare bene, sta vivendo un periodo fantastico. Il tennista ora punta su Tokyo dove ci sarà anche il basket maschile, che pareva spacciato alla vigilia

E non è finita qui. Il magic moment azzurro può continuare, Roberto Mancini con i suoi campioni d’Europa, in un miracolo trasformista, alla Leopoldo Fregoli, alla Arturo Brachetti, possono assumere dimensioni diverse, altri volti, vivere felicità olimpiche che non ti aspetti. Lo sport italiano fa pensare bene, sta vivendo un periodo fantastico, scala vette che si pensava fossero inarrivabili, fa sognare. Su, diciamo la verità: in questa Nazionale dei miracoli, campione d’Europa, ci credevano Roberto Mancini e pochi altri, e questi ultimi facevano tutti parte della famiglia manciniana, quel famoso team di pensiero e lavoro che orbita attorno al c.t.

A vittoria conquistata, titolo europeo in tasca, il carro si è riempito, è diventato addirittura un pullman, scoperto naturalmente. Mancini vuol dire fiducia, la chiedeva, ma molti storcevano naso e bocca, le smorfie degli scettici erano parte di un copione diffuso e popolare, dove il primo atto recitava così: «Finora abbiamo sconfitto solo delle squadrette…». Quando quelle «squadrette» sono diventate Belgio, Spagna e per finire la spocchiosa Inghilterra, Nazionali griffate e battute puntualmente, magari con fatica, ai supplementari o ai rigori, l’Italia del pallone si è trasformata in una meravigliosa creatura, capace di unire il Paese.

Il magic moment azzurro si rinnova con il basket. «Figuriamoci se la Nazionale di Sacchetti batte la Serbia», il ritornello preolimpico, gettonatissimo nei salotti cestistici, insopportabili per la saccenza che esprimono. Avevano già ghigliottinato il c.t. Meo Sacchetti, tecnico serio, ex campione, uno alla Mancini. Risultato? Serbia, la squadra più forte d’Europa umiliata e Italia qualificata all’Olimpiade, là dove non andava da 17 anni, una vita di stenti. I due c.t., Mancini e Sacchetti, non sono amici, ma parlano la stessa lingua, l’estetica legata al gioco, nella loro prima vita hanno interpretato calcio e basket ad altissimo livello, si cercano, si scambiano messaggini, si piacciono, non sopportano chi recita, credono in quello che fanno, sanno farsi ascoltare, anche così si spiegano i loro risultati. Non è che l’Italia di Sacchetti possa pensare di conquistare titoli olimpici o medaglie, ma non la si prenda sottogamba, la si potrebbe pagare cara: farsi raccontare dalla Serbia cosa si prova poi.

Il magic moment azzurro è vedere Matteo Berrettini in finale a Wimbledon far soffrire Djokovic, metterlo in crisi, raccogliere simpatia e amicizia nelle tribune inglesi, mal disposte verso noi italiani, come abbiamo visto e sentito qualche ora dopo a Wembley. Berrettini è uno dei ragazzi d’oro del tennis, la banda è composta da Sinner, Musetti, Sonego.

Spiace che Sinner abbia deciso di non andare a Tokyo, ha sbagliato, ma comunque tira una bella aria per i nostri uomini della racchetta. Calcio, basket, tennis, ma anche ciclismo, il nuoto dei nostri campioni e campionesse, per non parlare del volley italiano, discipline meno diffusi come scherma, ginnastica, tiro e altri ancora, sono l’esempio di uno sport che funziona, ben guidato, spesso sotto attacco da chi vive nell’ignoranza sportiva. Tira una bella aria, parte da Coverciano, rifugio della regina d’Europa, e arriva fino a Tokyo: si faccia un respiro profondo.

14 luglio 2021 (modifica il 14 luglio 2021 | 07:45)

Fonte: corriere.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *