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Istituto Ardizzone Gioeni, sfratto per un’ipovedente

Oltre l’inganno anche la beffa. Giampiero Panvini, responsabile dell’Istituto per ciechi Ardizzone di Catania, ha disposto lo sfratto nei confronti di Jessica Costa, ipovedente ed ospite da tempo all’interno della struttura, la cui unica colpa è stata quella di aver denunciato disservizi insostenibili.

Come raccontava la ragazza, infatti, l’istituto è stato ritenuto non conforme alle norme in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Di conseguenza è stata staccata la caldaia lasciando le stanze dei tre ospiti fredde e prive di acqua calda. 

Categorie più fragili che andrebbero tutelate ma che, di fatto, hanno subito soltanto gli effetti di una mancata gestione. Ed infine, messe con le spalle al muro. La lunga diatriba, che ha visto la luce i primi di novembre, sembra aver subito una svolta grazie all’intervento delle deputate all’Ars e alla Camera del Movimento 5 Stelle Gianina Ciancio e Maria Laura Paxìa.

“Non più rinviabile la rimozione di Panvini dall’incarico di commissario dell’Ipab di Catania”

«Siamo incredule -affermano Ciancio e Paxìa- dopo aver letto la deliberazione n. 79 del 16 dicembre 2020” con la quale Giampiero Panvini, responsabile nominato dalla Regione Siciliana, ha disposto ‘la risoluzione del rapporto di convitto e del regime residenziale’ nei confronti di una giovane donna ipovedente, Jessica Costa, che da anni vive e lavora nella struttura, nata appositamente per dare una mano a chi si trova in gravi condizioni fisiche di cecità».

Un atteggiamento che tradisce i principi su cui è stato fondato l’Istituto per ciechi Ardizzone Gioeni, nato dalla volontà testamentaria del Barone di San Vito nel 1884.

«Intimare l’allontanamento dai locali -sottolineano le deputate- in piena emergenza sanitaria, per di più a dei soggetti fragili, è un atto oltre che di scarsa sensibilità umana anche contrario alle norme vigenti (D.l. n. 34/2020 convertito in Legge n. 77/2020 art 17 bis “Proroga della sospensione dell’esecuzione degli sfratti di immobili ad uso abitativo e non abitativo”».

E alla fine arriva l’ispettore

Sarà il dott. Saverino Richiusa a constatare le criticità in cui versa l’istituto Ardizzone Gioeni.

Il dipartimento regionale Famiglia e Politiche Sociali retto dall’assessore Antonio Scavone si muove dopo la mozione depositata da Gianina Ciancio, inviando un ispettore che certifichi quando denunciato.

Richiusa avrà tempo fino al 17 gennaio per effettuare un sopralluogo e trasmettere la relazione pertinente che potrà forse cambiare il destino dei tre ospiti dell’Ipab di Catania, restituendogli dignità.

Fonte: lurlo.news

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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