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Intesa Governo-Regioni sul Covid in classe: “Con un solo positivo la scuola resta aperta”

ROMA. Le scuole riapriranno e non richiuderanno così facilmente come molti prevedono. Nel protocollo dell’Istituto superiore di sanità per la gestione di eventuali casi Covid a scuola, approvato ieri dalla Conferenza unificata stato-regioni-enti locali, si chiarisce che «un singolo caso confermato in un istituto non dovrebbe determinarne la chiusura, soprattutto se la trasmissione nella comunità non è elevata». La valutazione spetterà al Dipartimento di prevenzione dell’Asl, che deciderà in base «al numero di casi confermati, di eventuali cluster e del livello di circolazione del virus all’interno della comunità». Insomma, nessun automatismo, le decisioni saranno prese nei territori, anche in base all’andamento generale dei contagi.

Ieri sono stati registrati altri 1462 casi positivi, ancora in aumento rispetto a giovedì, quando erano stati 1411, ma va sottolineato anche il nuovo record di tamponi effettuati, più di 97 mila. La tendenza però non può che preoccupare, visto che gli esperti del Comitato tecnico-scientifico hanno già avvertito che il ritorno a scuola «potrebbe produrre un lieve incremento dell’indice di trasmissione del contagio». Il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, invita alla fiducia: «Quando sarà necessario interverremo subito con i medici e le Asl, tamponi per tutti per garantire il massimo della sicurezza – dice –. Questo protocollo rafforza i meccanismi di prevenzione e intervento».

Ma al piano condiviso dal governo con regioni, province e comuni manca ancora un tassello fondamentale in vista del D-Day del 14 settembre: quello relativo ai trasporti locali. Il confronto tra le parti proseguirà durante il weekend, e lunedì è prevista una nuova seduta straordinaria della Conferenza unificata, per cercare di arrivare a un accordo su linee guida condivise. Nell’ultimo tavolo tecnico al ministero dei Trasporti, è stato discusso un documento, elaborato alla luce delle ultime indicazioni del Cts, che prevede di derogare al distanziamento, consentendo di riempire i mezzi fino all’80% della capienza (ora viaggiano al 50%). Questo a patto che vengano garantite alcune misure di prevenzione e di igiene: la mascherina sempre obbligatoria, un adeguato ricambio dell’aria, con filtri certificati, la regolare sanificazione degli ambienti e l’eventuale installazione di pannelli divisori, soprattutto sulle lunghe percorrenze.

I rappresentanti delle Regioni hanno dato atto del parziale accoglimento delle loro richieste, ma hanno insistito sulla necessità di ulteriori risorse per finanziare i servizi aggiuntivi, che dovranno coprire il residuo 20% di passeggeri lasciato a terra, in particolare nelle ore di punta. Inoltre hanno chiesto che le nuove regole siano applicate a tutto il trasporto pubblico locale, compreso quello ferroviario. Escludendo quindi i treni dei pendolari dal rispetto delle disposizioni attualmente in vigore per l’alta velocità e, in generale, per i treni a lunga percorrenza.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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