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Insignia, l’ammiraglia di casa Opel alza l’asticella. Migliora dotazioni, sicurezza,…

MILANO – Nel 2009 vinse il prestigioso titolo di “Auto dell’anno” e da allora è stata prodotta in 1,2 milioni di unità, equamente distribuite tra versioni berlina e sport tourer, ovvero station wagon. E’ l’Insignia, l’ammiraglia di casa Opel tenacemente impegnata in una sfida non facile ai giganti della classe premium: una sfida infinita, cominciata, a dire il vero, sin dagli anni 40, con la progenitrice Kapitan; sviluppatasi fino ai giorni nostri passando attraverso modelli che rispondono ai nomi di Senator e Omega, e approdata oggi alla terza generazione dell’Insignia. Per la quale – sarà bene chiarirlo subito – non sono stati messi in campo, a Russelsheim, progetti rivoluzionari, ma è stato varato un puntiglioso piano di ammodernamento mirato ad affinare lo stile e l’aerodinamica, a migliorare le dotazioni, la sicurezza, il comfort e la qualità dei motori e della meccanica. Un piano articolato, dal quale sono state coraggiosamente escluse, almeno per ora, soluzioni ibride ed elettriche: “Per migliorare l’efficienza – è stato spiegato dalla Casa tedesca alla viglia della commercializzazione – puntiamo tutto su nuovi motori termici, benzina e diesel, su nuovi cambi automatici a 8 e 9 marce ad attrito ridotto, oltre che su una nuova tecnologia per l’impianto d’illuminazione e su una migliore penetrazione aerodinamica”. Tutto ciò – sempre in base ai dati forniti dalla Casa – comporta una riduzione media dei consumi di carburante fino al 18% (ciclo NEDC), mentre le emissioni di CO2 nel ciclo misto calano fino a 100 grammi per chilometro.

Sul fronte diesel è stato introdotto il tre cilindri 1.5 da 122 cv finora adottato dalla Opel Astra. Tra i pregi, spicca il peso ridotto: fino a 50 Kg. in meno rispetto ai propulsori montati sul modello precedente. Altro motore a gasolio disponibile è il 4 cilindri CDTI 2.0 litri da 174 cv. Sul fronte benzina il motore 4 cilindri 2.0 litri turbo assicura la ragguardevole potenza di 200 cv, che salgono a 230 per la versione GSi. Interessante osservare che i propulsori 2.0 litri a benzina adottano, per la prima volta in casa Opel, il sistema di disattivazione dei cilindri mirato al contenimento di consumi ed emissioni. In pratica se non c’è bisogno di tutta la potenza, vengono disattivati due cilindri: ideale nel traffico urbano o comunque negli incolonnamenti.

Quanto ai cambi, chi acquista una Opel Insignia può scegliere di avere il manuale a 6 rapporti o l’automatico a 8 o 9 rapporti (AT8 e AT9). E’ inoltre disponibile la trazione integrale AWD Twinster con il torque vectoring, che consente di distribuire la coppia alle quattro ruote in maniera ottimale. Il sistema è di serie sulla sportiva GSi, disponibile a richiesta con la motorizzazione 2.0 CDTI da 174 cv accompagnata dal cambio automatico AT8.

Vale la pena sottolineare che si tratta di un sistema basato su tecnologie d’avanguardia: nella trazione Twinster con torque vectoring, infatti, una doppia frizione sostituisce il tradizionale differenziale posteriore, e il risultato è la ripartizione della coppia in maniera indipendente su ciascuna ruota posteriore, che viene variata continuamente per adattare la trazione alle condizioni di guida in frazioni di secondo. “I vantaggi – tengono a sottolineare in casa Opel – non riguardano solo la sicurezza quando si viaggia su fondi a bassa aderenza, poiché l’auto diventa ancora più precisa e agile in curva, per un controllo della direzione di marcia all’insegna della massima stabilità”. Ciò detto, vale la pena ricordare che tra gli optional qualificanti ci sono anche le sospensioni elettroniche FlexRide.

All’aggiornamento estetico ha pensato il Centro Stile Opel guidato da Mark Adams. Il quale ha spiegato che “il nuovo frontale vuole evidenziare il carattere sportivo ed elegante della vettura”. In effetti l’auto appare più bassa e più larga, e rispecchia in ogni minimo dettaglio la precisione tedesca. Si fanno notare il nuovo logo Opel, più grande, e la nuova e sottilissima fanaleria IntelliLux LED Pixel con 168 elementi (84 per faro). Le forme sono così affilate da lasciar intendere che la penetrazione aerodinamica sia molto migliorata (la Casa dichiara un Cx di 0,25), ma Adams ha tenuto a puntualizzare che “la penetrazione aerodinamica migliora grazie soprattutto al sottoscocca riprogettato e al flusso dell’aria intorno al vano motore, ottimizzato da uno spoiler attivo”.

Fin qui le tante migliorie “invisibili”, che hanno elevato la qualità complessiva della Insignia. Ma sono stati tanti – come potete leggere qui accanto – anche gli interventi dedicati alle dotazioni, al comfort e alla sicurezza di questa ambiziosa ammiraglia proposta sul nostro mercato ad un prezzo d’ingresso di 34.000 euro: in perfetta sintonia con la famosa democratizzazione del lusso, da sempre perseguita in casa Opel.

Fonte: motori.ilgazzettino.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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