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Incredibile Mickelson, con un sorriso ha cambiato la storia

Il campione è il più simpatico del circuito: a quasi 51 anni è diventato il più anziano vincitore di Major. Ecco come, in trent’anni di professionismo, ha conquistato l’affetto della gente

Detto così, sembra semplice. «Non c’è nessuna ragione per cui io – o chiunque altro – debba rinunciare ai miei obiettivi perché ho una certa età. Serve semplicemente un po’ di lavoro in più». Fosse facile, saremmo capaci tutti. Domenica sera a Kiawah Island, South Carolina, Phil Mickelson si è preso la gigantesca coppa del Pga Championship alla tenera età di 50 anni, undici mesi e 4 giorni. Il più anziano della storia a imporsi in un Major di golf. Il record precedente era di Julius Boros che nel 1968 aveva vinto il Pga a 48 anni.

Nello sport mondiale le carriere si stanno allungando, sono tanti i campioni che non vogliono sentir parlare di pensione. Tom Brady ha vinto il suo settimo Super Bowl a 43 anni, Serena Williams e Roger Federer sono ancora ad alti livelli e hanno quasi 40 anni, Ibrahimovic e Buffon sono sempre decisivi e alzano trofei. Però qui siamo oltre. Qui stiamo parlando di un cinquantenne. E nessuno dica che il golf è uno sport in cui il fisico non conta. Forse era vero una volta, ma ormai sui campi ci sono solo atleti palestrati con spalle larghe, braccia muscolose e gambe possenti come querce. Invece Mickelson, in tutta la carriera, ha conquistato i tifosi col fascino dell’uomo ordinario. Non particolarmente magro, anche se adesso si è molto asciugato, l’aspetto banale del vicino di casa che lavora in banca. Un sorriso simpatico, sì, ma più da venditore di auto che da divo del cinema.

Non è da tutti cambiare la storia con il sorriso e le buone maniere. Col successo al Pga, ha raggiunto quota sei Major eguagliando Lee Trevino e Nick Faldo. Aveva vinto il suo primo titolo sul Tour maggiore nel 1991 che era ancora dilettante e per questo non potè incassare l’assegno. Passato professionista l’anno dopo, in 30 stagioni ha guadagnato circa 100 milioni di dollari di soli premi, grazie a 45 vittorie e un numero infinito di piazzamenti. I più dolorosi i sei secondi posti allo Us Open, unico Major che non ha mai vinto. Mickelson è simpatico a tutti. Nonostante un lato oscuro che cerca di tenere ben nascosto: la passione compulsiva per le scommesse. Un suo collega raccontava tempo fa che un giro di prova con lui era economicamente impegnativo perché su ogni buca, su ogni colpo, voleva puntare dei soldi. Centinaia di dollari ogni volta. Qualche anno fa è stato coinvolto in un’inchiesta con l’accusa di insider trading per certe transizioni di borsa. Ma quello che la gente vede, e che lo fa amare, è il campione sorridente che si ferma sempre a firmare autografi, che non manca mai di dare un pugnetto e scambiare due parole con i bambini, che regala palline al pubblico, che posta video divertenti in cui dà istruzioni su come migliorare nel golf o come rinforzare i polpacci mentre si guarda la tv bevendo una birra. Il suo gioco è il trionfo della fantasia. Tifare Lefty – gioca da mancino anche se nella vita non lo è e fa tutto con il destro – è come stare sulle montagne russe. Grandi errori, recuperi geniali e tocchi magici. A portargli la sacca come caddie c’è suo fratello Tim. Che domenica sera ha spiegato: «Phil ama il golf. Quando è a casa gioca ogni giorno, più buche fa e più è contento. Non si ferma mai». E ora che ha anche scoperto i benefici della meditazione, perché dovrebbe fermarsi? D’altronde fra tre settimane compirà solo 51 anni.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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