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Incredibile: il Molise è sold out

Ci allontanavamo dal Molise un mese all’anno, a luglio, per andare al mare. Allontanarci voleva dire non fermarci a Termoli (dove molti campobassani avevano la seconda casa) ma proseguire per altri 31 chilometri, fino a Vasto, Abruzzo. Un viaggio esotico e lunghissimo, che durava un’ora scarsa, in verità, ma serviva a traghettarci fuori dalla regione che nessuno conosceva. Ho passato la vita a spiegare la geografia della mia città, Campobasso. A consolare chi la collocava in Basilicata, Campania, forse Calabria? A fingere divertimento davanti alla battuta consumatissima, quella sull’inesistenza della mia terra. Così oggi, mentre guido verso i 35 chilometri di costa molisana per andare a guardare da vicino il boom di turisti di cui tutti parlano, sento dentro un guizzo di felicità. Un senso di giustizia.

Veduta dal drone delle spiagge tra Termoli e Campomarino (Nicola Marfisi / Agf) 

Street art e ponti tibetani

Il Molise è sold out. Tutto pieno. Incredibile, ma vero. Bisogna fare un passo indietro, tornare al New York Times che, un mese prima della pandemia, lo inseriva fra i 52 Places to go. Ma anche a Regalati il Molise, l’iniziativa con cui l’intraprendente borgo di San Giovanni in Galdo metteva a disposizione di chiunque si proponesse quaranta soggiorni gratuiti. Da lì, il passaparola, la curiosità, e un’inaspettata pioggia di richieste. Intanto, Selvaggia Lucarelli se ne innamorava, lo raccontava su giornali e social, prometteva di tornarci (e ci è tornata), contribuiva a far nascere il sospetto che fosse davvero un luogo da visitare. Insomma, nel funesto 2020, un’Italia costretta a rivedere le sue abitudini di viaggio, e ad arrangiarsi per le vacanze, ha scoperto che sì, il Molise esiste. “E mena forte”, aggiungo, sull’onda della dirompente e commovente dichiarazione dell’isernina Maria Centracchio, bronzo nel judo a Tokyo 2020.

Sepino, la roccaforte sannita da riscoprire. Parola di New York Times

Dunque, 12 mesi dopo m’infilo in quest’estate molisana che, come ha di recente affermato il governatore Donato Toma, registra dati “da spavento”, e un “+300 per cento” rispetto a un anno fa. Dall’assessorato al Turismo della Regione confermano i numeri, il portale visitmolise.eu ha contato, nel solo mese di giugno, due milioni di visite, e i circa 11 mila posti letto di cui dispone il territorio, fra hotel, alberghi, B&B e residence, sono al completo. In pratica, i 4.500 chilometri quadrati in cui abitano, distanziatissime fin da quando non era necessario esserlo, 250 mila anime, stanno accogliendo migliaia di persone in più, che se ne vanno in giro fra il lago di Castel San Vincenzo, il ponte tibetano di Roccamandolfi, la street art d’autore di Campobasso.

Folla in piazza Duomo a Termoli: sullo sfondo la cattedrale (Nicola Marfisi / Agf) 

Calciatori e altri vip

Caso più eclatante, Termoli. Arrivo nell’ora della siesta. Dario e Annalisa stanno fotografando il Castello Svevo. Lui di Salerno, lei di Bari, hanno scelto di risalire l’Adriatico in auto. Hanno pranzato Da Nicolino, trovato su Tripadvisor: “Abbiamo pagato venti euro a testa, per due primi di pesce. Buonissimi!”. Segno il nome del ristorante, lo cerco su Google Maps: Francesco, della famiglia Caruso, ne è il gestore. Lo trovo alla cassa, ai tavoli stanno servendo amari e caffè. “La sfida era riuscire a consolidare l’exploit dello scorso anno”, racconta. “E in effetti abbiamo la conferma di tanti turisti, quasi tutti italiani, molte famiglie e giovani”. 

Ma i prezzi sono cambiati? Francesco li ha lasciati invariati: “Il mio scopo è mantenere la clientela, non perderla!”. Dello stesso avviso è Antonio Terzano, chef dell’Osteria dentro le mura. Le sedie di legno colorate, intorno ai tavoli all’aperto del suo locale, sono una festa. “I prezzi non li ho alzati, non mi serve. Poi bisogna tenere conto dei nostri rivali: la Costiera Amalfitana, la Riviera Romagnola… dobbiamo restare con i piedi per terra!”. Pierluigi Marinelli, però, coordinatore della Federazione italiana esercenti pubblici e turistici, ammette un generale aumento dei prezzi: “Da un lato c’è la tentazione, vista la maggiore richiesta, ad approfittarne un po’. Dall’altro, ci sono gli oggettivi rincari sulle materie prime e i costi dei materiali per l’igiene”.

Il caffè, a onor del vero, costa ovunque un euro. Un euro e cinquanta, una bottiglietta d’acqua. È sugli ombrelloni che si specula di più: il Cala Sveva chiede ottanta euro per un giorno in prima fila. Il Lido Panfilo, sul listino prezzi, copre col bianchetto il giornaliero di agosto. Come a intendere: ve lo diciamo a voce. In un bar mi dicono che “sono arrivati anche i vip, Amedeo di Pio e Amedeo, e Quagliarella, il calciatore!”, e che  “molti proprietari di case hanno affittato ai turisti e se ne sono andati altrove”. In effetti la città è piccola, non sono tante le strutture ricettive. 

Il lungomare Cristoforo Colombo di Termoli visto dal borgo alto (Nicola Marfisi / Agf) 

Smart working sul mare

L’Azienda autonoma di soggiorno e turismo di Termoli mi comunica che i numeri sono raddoppiati: 20.147 le presenze di giugno 2021 e 9.370 quelle dello stesso mese del 2020. D’altronde, lo splendido trabucco davanti al quale sfilano tutti, inclusa me, per una foto, in autunno sarà sui barattoli della Nutella per la limited edition “Ti amo Italia”. E Lonely Planet ha pubblicato la guida Abruzzo e Molise, altro fatto straordinario, se si pensa alla scarsa considerazione in cui questo pezzetto di Paese ha vissuto fino a un passato molto recente.

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Chiara e Filippo, da Roma, scendono in camper verso Matera. Hanno già attraversato l’alto Molise: Agnone, e la Fonderia di campane Marinelli. Prato Gentile, Capracotta, Pietrabbondante e il suo Teatro Sannitico. Vorrebbero andare alle cascate di Carpinone, poi ad Altilia, per l’antica città romana dissepolta di Saepinum. “Tutto il Molise ha parcheggi segnalati e aree di sosta attrezzate, ben tenute”, mi dicono. E stanotte dormiranno a Petacciato, che è anche la mia prossima tappa.

Fulvio Talucci mi aspetta sulla strada statale. Parcheggio sulla sinistra, il mare è sulla destra. Mi faccio guidare lungo un sottopassaggio che sembra una porta spazio-temporale: sbuco in una pineta maestosa, cicale all’opera, fresco e ombra ovunque. “Abbiamo la navetta, per chi la richiede, ma questo tratto è più bello farlo a piedi”, spiega Fulvio. Così, dopo appena cinque minuti di cammino, scopro il Lido Ottanta°, l’impresa più innovativa dell’estate molisana. Aperto il 26 giugno, a seguito di un intenso lavoro di bonifica dell’area, il lido è un gioiello sul mare tutto in legno riciclato. Un’idea green, vintage eppure modernissima, che Fulvio e il socio Lino Camardo hanno avuto quando si sono innamorati di questo fazzoletto di costa che era tutto un mucchio di plastica trasportata dalle onde. Oggi, invece, c’è un ristorante di pesce che è una palafitta sul mare. Poi, tre file d’ombrelloni (anche questi in materiali riciclati) e cinque postazioni per lo smart working. Cinque veri e propri uffici, connessione rapida e prese a portata di mano, perfetti per lavorare sognando. E tutto sarà smontato a fine stagione, per lasciare la natura libera di passare l’inverno.

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D’accordo, ma quanto costa? “Venticinque euro al giorno”, dice Fulvio, tirando su le spalle. Eccolo, il Molise. Che si prende cura di chi arriva, con calma e gentilezza. E che si rimbocca le maniche, tenace. Ripercorro la pineta, il tunnel, sono di nuovo in macchina. A pochi chilometri, di là, c’è l’Abruzzo, il ricordo di quelle fughe estive dall’invisibilità. Di qua, invece, la vita nuova della mia piccola regione: non ho mai avuto così tanta voglia di restare.

Sul Venerdì del 27 agosto 2021

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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