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Incidente sulla funivia a Stresa, la procura: “Il sistema di freni di sicurezza non ha funzionato”

All’indomani della tragedia di Stresa, la procura di Verbania è a lavoro per appurare le cause per cui la funivia è precipitata causando la morte di 14 persone. Le indagini sono all’inizio, ma i pm sembrano avere le idee chiare: “Partiamo da una evidenza empirica, il cavo si è tranciato e il sistema di freni di sicurezza, pacificamente, non ha funzionato”, spiega a LaPresse il procuratore capo di Verbania Olimpia Bossi. “Ha funzionato invece per l’altra cabina, che si è bloccata”, specifica. “Perché questo si sarebbe verificato è oggetto dell’accertamento che sarà svolto”, ha continuato. Per avere la certezza della dinamica dell’incidente bisognerà fare degli accertamenti, ma Bossi traccia già la sua ipotesi: “Logica vorrebbe che si è spezzato il cavo e l’impianto frenante non ha funzionato, ma può anche essere il contrario. Lo dovranno stabilire i consulenti”. Non si sa ancora chi svolgerà gli accertamenti sull’impianto, certamente ci sarà bisogno di esperti altamente qualificati: “Ho già parlato col Politecnico di Torino, anche se non ho ancora dato l’incarico – precisa – serviranno ingegneri meccanici e stiamo valutando se servano anche esperti in metallurgia”.

Per il momento nessun nome nell’inchiesta: “Non penso che oggi ci saranno iscrizioni nel registro degli indagati: dobbiamo ancora avere il quadro completo ed esaustivo di tutti i soggetti giuridici che a vario titolo sono interessati alla gestione o alla revisione dell’impianto. Gli inquirenti sono al lavoro per acquisire tutta la documentazione. È sulla base di questa che valuteremo”. Si ampliano intanto le ipotesi di reato al vaglio dei pm: non solo omicidio colposo plurimo e lesioni colpose: “Pensiamo di procedere per disastro colposo con una fattispecie particolare, che è quella di attentato alla sicurezza dei trasporti”, ha spiegato ancora Olimpia Bossi.

C’è poi un altro nodo da sciogliere, e riguarda la proprietà dell’infrastruttura. Non è ancora chiaro infatti se la funivia del Mottarone sia del Comune di Stresa o della Regione Piemonte. “Lo stiamo appurando in queste ore”, spiega il procuratore. In occasione dell’ultima importante riqualificazione della funivia, la Regione ha stanziato un importante contributo, a fronte del quale era previsto il passaggio di proprietà dell’impianto proprio alla Regione, ma non è ancora chiaro se questa procedura sia stata completata. Il procuratore di Verbania precisa che nella vicenda sono coinvolti più soggetti: “C’è la società che gestisce l’impianto, Ferrovie del Mottarone, ci sono le società che hanno effettuato i lavori di ristrutturazione dell’impianto, nel biennio 2014-2016, e c’è una società incaricata della revisione annuale”. L’ultima sarebbe stata effettuata nel novembre 2020, sei mesi fa: “Stiamo acquisendo i report finali, che per legge devono essere trasmessi a un ufficio periferico territoriale del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Anche sulla scorta di quello che emergerà – conclude – avremo un quadro completo”.

L’intenzione della procura è “quella di evitare iscrizioni nel registro degli indagati inutili. E non rischiare di ometterne altre in vista del conferimento di incarichi di consulenza che potrebbero essere anche di carattere irripetibile”.

Da più voci, intanto, arriva l’incoraggiamento al piccolo Eitan, l’unico sopravvissuto, che è in ospedale a ha subito un intervento per la stabilizzazione delle fratture.  “Silenzio e dolore, ciò che resta oggi del dramma della funivia a Stresa. E ora siamo concentrati sul piccolo sopravvissuto. Forza Eitan, i vigili del fuoco sono tutti con te!”, hanno scritto i Vigili del Fuoco. 

Giorgio Ivani, direttore Rianimazione del Regina Margherita di Torino dove si trova il bambino unico superstite della tragedia della funivia Stresa-Mottarone., ha spiegato: “Il bambino è sedato e intubato, ieri ha fatto un intervento e adesso rimane addormentato. Nel corso della giornata faremo una risonanza magnetica per valutare le condizioni del cervello. Adesso deve restare calmo, speriamo.
Non si può ancora dire se ha riportato traumi celebrali”.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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