Viva Italia

Informazione libera e indipendente

In città i big di sport e giornalismo sportivo

L’anteprima si è vissuta a Lucca. Come accade da dieci anni ormai per il prestigioso premio nazionale “Bancarella Sport”, nato per volontà dei librai di Pontremoli nel 1952 e che coinvolge sempre grandi personaggi del mondo dello sport e del giornalismo italiano. E’ stata Villa Cheli la location per l’iniziativa a cura della Fondazione Città del Libro, del Panathlon International e del Panathlon Club di Lucca (tra i fondatori del Premio), in collaborazione con la Fondazione Banca del Monte di Lucca. Il vincitore assoluto del Premio Bancarella Sport…

L’anteprima si è vissuta a Lucca. Come accade da dieci anni ormai per il prestigioso premio nazionale “Bancarella Sport”, nato per volontà dei librai di Pontremoli nel 1952 e che coinvolge sempre grandi personaggi del mondo dello sport e del giornalismo italiano. E’ stata Villa Cheli la location per l’iniziativa a cura della Fondazione Città del Libro, del Panathlon International e del Panathlon Club di Lucca (tra i fondatori del Premio), in collaborazione con la Fondazione Banca del Monte di Lucca. Il vincitore assoluto del Premio Bancarella Sport verrà poi proclamato a Pontremoli sabato 18 luglio.

Ha aperto la giornata l’intervento del presidente del Panathlon di Lucca Guido Pasquini. Erano presenti per il Panathlon anche il vicepresidente vicario del Distretto Italia Leno Chisci ed il governatore dell’Area 6 (Toscana) Andrea Da Roit. Presenti il presidente della Fondazione Banca del Monte di Lucca Oriano Landucci, l’assessore allo sport del Comune di Lucca Stefano Ragghianti, la dirigente dell’Ufficio Scolastico Interprovinciale Donatella Buonriposi, il consigliere e “anima” della Fondazione del Libro Giuseppe Benelli. Il giornalista Sirio Del Grande ha intervistato gli autori che hanno anche ricevuto dal Panathlon Club di Lucca un riconoscimento ed un ricordo della città.

I sei volumi presentati. A partire da quello di Panatta “Il tennis lo ha inventato il diavolo”, uno sport dove il giocatore è solo contro avversario, dubbi, paure, ansie, con il fattore psicologico determinante. Il più grande tennista italiano di tutti tempi insieme a Pietrangeli (vincitore di un Roland Garros, di un titolo agli Internazionali a Roma e di una Coppa Davis, tutti nel 1976, il suo anno magico) racconta i campioni del passato, ad esempio Nastase, Connors, McEnroe e di oggi, come Federer, ma pure gli italiani, già campioni (Fognini, Berrettini) o che lo saranno (Sinner).

Il libro su Brera di Andrea Maietti nasce sui 100 anni dalla nascita del più grande giornalista sportivo, capace di coniare neologismi entrati nel vocabolario italiano: da “Rombo di Tuono” per Riva a “Abatino” per Rivera. Poi “La partita” di Piero Trellini. Uno si immagina quella del secolo, 1970, Italia-Germania 4-3 ai supplementari e invece qui si parla di quell’Italia-Brasile 3-2 del 5 luglio 1982 che condusse gli azzurri alla conquista del Mundial spagnolo. Poi “Non pettinavamo mica le bambole”, scritto dal giornalista Sky Alessandro Alciato che parte dai dialoghi con sua figlia per spiegare il successo delle ragazze della Nazionale italiana ai Mondiali 2019. A seguire un ritratto su Albertosi, il grande portiere della Nazionale e del Cagliari con cui vinse lo scudetto nel 1970 e quello del 1979 con il Milan. Infine “Volevo solo nuotare” di Luca Farinotti, sulla nuotatrice Rachele Bruni.

Massimo Stefanini

Fonte: lanazione.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *