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In carcere per mafia muore di Covid: la tragica fine del boss Trovato


 Mario Trovato fra gli agenti della Polizia Penitenziaria a Lecco
Mario Trovato fra gli agenti della Polizia Penitenziaria a Lecco

Lecco, 21 settembre 2021 – Doveva scontare una sentenza a 15 anni e 6 mesi di carcere, invece è stato condannato a morte per Covid-19: una barbarie non prevista da alcun verdetto e vietata da qualsiasi legislazione in un Paese civile e democratico. Per questo sono pronti a sporgere denuncia i familiari di Mario Trovato, morto a causa di un’infezione letale da Coronavirus lo scorso dicembre all’età di 71 anni nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Trieste, dove era stato trasferito per un tracollo delle sue condizioni di salute dal carcere di massima sicurezza di Tolmezzo, in provincia di Udine, dove stava saldando il suo ennesimo debito con la giustizia di tre lustri di prigione per delitti di associazione e stampo mafiosi, dopo essere stato arrestato nell’aprile 2014 nella maxi inchiesta Metastasi “sulle zone grige” di contatto con politici e locali.

Era il fratello minore di 2 anni del boss della ‘ndrangheta Franco Coco Trovato, il capo dei capi della ‘ndrangheta lombarda, prima che nel 1992 venisse catturato nella sua fortezza di Wall street e rinchiuso al 41 bis per scontare quattro ergastoli. Anche lui era finito nella retata di Wall street e negli atti di inchiesta delle principali successive indagini antimafia che in qualche modo lo hanno sempre coinvolto. Per investigatori, inquirenti e giudici oltre che il suo “fratellino” sarebbe stato anche il suo legittimo erede e il reggente della mala organizzata lecchese.

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Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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