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Impianti sportivi, la battaglia delle società “Stanno distruggendo lo sport cittadino”


L’incontro di. ieri mattina a palazzo civico delle varie società sportive
L’incontro di. ieri mattina a palazzo civico delle varie società sportive

di Maurizio Munda “Questo Comune ha disintegrato lo sport della città e rifiuta ogni confronto con le società. Le strutture sportive non si gestiscono come il salotto di casa propria”. A sparare ad alzo zero contro palazzo civico sono i rappresentanti delle società sportive che hanno in gestione le palestre scolastiche e il palazzetto di Avenza, e che hanno convocato un incontro in Comune con l’amministrazione civica per chiarire l’annoso problema della gestione delle strutture sportive, un problema che a Carrara viene da lontano e sembra non avere soluzione. A contestare la condotta di palazzo civico sono Marco Musoni della Pallavolo Carrarese (con l’avvocato Giulio Zanetti), Massimo Alibani della Pallacanestro Audax, Marco Menconi della Pallavolo Apuania, Giampaolo Vezzoni della Pallamano…

di Maurizio Munda

“Questo Comune ha disintegrato lo sport della città e rifiuta ogni confronto con le società. Le strutture sportive non si gestiscono come il salotto di casa propria”. A sparare ad alzo zero contro palazzo civico sono i rappresentanti delle società sportive che hanno in gestione le palestre scolastiche e il palazzetto di Avenza, e che hanno convocato un incontro in Comune con l’amministrazione civica per chiarire l’annoso problema della gestione delle strutture sportive, un problema che a Carrara viene da lontano e sembra non avere soluzione. A contestare la condotta di palazzo civico sono Marco Musoni della Pallavolo Carrarese (con l’avvocato Giulio Zanetti), Massimo Alibani della Pallacanestro Audax, Marco Menconi della Pallavolo Apuania, Giampaolo Vezzoni della Pallamano Carrara. Al centro della protesta la nuova convenzione che toglie di mezzo le società lasciando libero per tutti uso delle palestre. Così ieri i rappresentanti delle varie società sportive si sono riuniti a palzzo civico conla speranza di ottenere una risposta dal Comune che nemmeno si è presentato. Di fatto il Comune ha deciso di chiudere le convenzioni con le società: ognuna si faceva carico di un impianto dalla gestone all’utililzzo. Prima della pandemia c’erano appalti di servizio sull’apertura, la chiusura e la pulizia degli impianti. Con il Covid la pulizia deve essere fatta da ditte specializzate che certifichino anche la sanificazione.

Quindi il Comune ha deciso di affidare alla ditta che fa già le pulizie a palazzo civico anche la pulizia delle palestre perché le pulizie devono essere fatte da professionisti del settore, mentre l’apertura e la chiusura sono a carico di coloro che usufruiscono dell’impianto.

“Con la nuova convenzione, nelle strutture non sarà più presente alcun responsabile e in pochi mesi andrà tutto allo sfascio – dicono i gestori puntando il dito contro l’assenza in sala dei rappresentanti del Comune –. Abbiamo chiesto un confronto con sindaco, assessore allo sport, dirigente del settore, ma non è venuto nessuno”. Quella delle convenzioni è una storia che dura da quando il Comune decise di affidare le strutture alle società: “fino al 2018 c’era un bando pubblico che affidava apertura, chiusura, pulizia, custodia e manutenzione ordinaria, poi con il Covid il Comune non ha applicato la legge che congelava i bandi e prevedeva la proroga per tre anni a causa della emergenza sanitaria – dice Musoni – . Quando poi hanno riaperto dopo la chiusura, le pulizie sono state affidate ad una cooperativa perché doveva essere garantita la sanificazione. Più volte abbiamo chiesto incontri, inviato pec, ma non abbiamo mai ricevuto una risposta e adesso non c’è alcuna certezza e nel nuovo bando del settembre scorso per l’assegnazione degli spazi, è sparita la figura del responsabile, ruolo demandato a ciascuna società. Come dire che ciascuno controlla se stesso con il rischio reale di distruggere tutto perché non si può essere fruitori e controllori allo stesso tempo. Che ci mettano un custode o qualcuno che percepisce il reddito di cittadinanza. Non si possono lasciare le palestre in mano a nessuno. A budget i soldi ci sono ma non si capisce perché non vengano destinati, a meno che non si vogliano fare mancette elettorali. Questo è un blocco illegittimo”. E poi c’è il grosso sospetto che non tutte le società siano in regola con i pagamenti degli spazi: “Più volte abbiamo richiesto di conoscere lo stato dei pagamenti, ma anche qui mai una risposta. Siamo decisi ad andare in procura – dicono in coro le società. Vezzoni parla delle tante criticità degli impianti: “per il palazzetto di Avenza sono stati stanziati 86mila euro ma poi si è persa ogni notizia in merito”. Per Alibani con questa situazione non si può neppure programmare l’attività: “Con 70 anni di storia alle spalle, c’è voglia di chiudere e gettare via la chiave”, mentre Menconi lamenta tavoli e sedie accatastati nella palestra della Buonarroti “dopo 50 anni di attività non siamo considerati per niente”.

Fonte: lanazione.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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