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Il tractor pulling, la sfida dei super-trattori: motori d’aereo e 10.000 Cv

Un trattore equipaggiato con il propulsore stellare da 55mila cc e un altro “mostro” con quattro V8 Hemi da 10mila Cv: chi l’ha detto che le corse di trattori non possono essere emozionanti?

Quello del Motorsport è un mondo ricco di stranezze, in cui spesso ci si imbatte in autentiche follie. La patria delle esagerazioni all’odor di benzina sono gli Stati Uniti, e non è un caso che anche il tractor pulling arrivi proprio dall’altra sponda dell’Atlantico. Di che stiamo di parlando? Di una delle discipline sportive più assurde dell’intero panorama sportivo: si tratta in sostanza, di una “drag race” dedicata ai trattori, dove a contare, più che il cronometro, è la… bilancia.

LE REGOLE

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“La potenza è la velocità con cui ti schianti contro il muro – recita un vecchio detto americano -, La coppia è la distanza a cui lo trascini”. La frase è scientificamente inaccurata da più punti di vista e farebbe inorridire qualunque professore di fisica, ma risulta piuttosto utile per spiegare simpaticamente ad un neofita dei motori la differenza tra coppia e potenza. E sarebbe il motto perfetto per il tractor pulling: in queste gare lo scopo principale è infatti quello di trainare un rimorchio zavorrato, la cosiddetta “slitta”, su tracciato rettilineo di terra battuta lungo 100 metri, l’equivalente di circa 300 piedi. Il trattore, denominato “puller”, è assicurato alla slitta, sulla quale è montato il cassone mobile contenente una zavorra che può arrivare fino a 30.000 kg. Quest’ultimo, con l’avanzare della slitta, si sposta dalla parte posteriore a quella anteriore del rimorchio, andando a gravare sempre maggiormente su un pattino che strisciando sul terreno causa attrito via via crescente (e quindi una più grande resistenza all’avanzamento). L’obbiettivo è riuscire a percorrere più metri possibile a parità di zavorra; nel caso in cui un trattore riesca a trascinare la slitta fino al traguardo dei 100 metri si parla di “full pull”.

LA STORIA

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Il tractor pulling nasce nelle zone rurali degli Usa alla fine degli Anni ’20 sull’onda della motorizzazione delle attività agricole, prendendo spunto da una competizione simile praticata con i cavalli e denominata horse pulling. Tra le due Guerre Mondiali questa disciplina inizia a diffondersi in tutto il Nordamerica raccogliendo crescenti consensi fino a quando, nel 1969, viene fondata la National Tractor Pulling Association. Se prima si utilizzavano trattori di serie (Il motto era “Tiri la domenica, ari il lunedì”) con il passare degli anni si iniziano a costruire prototipi espressamente dedicati, equipaggiati con propulsori pesantemente elaborati e sempre più potenti.

IL CAMPIONATO ITALIANO

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A partire da fine Anni ’70 se ne è iniziato a parlare anche in Europa, ma bisogna aspettare i primi Anni 2000 per assistere alle prime gare italiane. Dal 2016 si disputa anche un campionato tricolore, gestito dalla Itpo (Italian Tractor Pulling Organization): il Campionato Italiano Tractor Pulling comprende svariate classi, da quelle in cui partecipano trattori più strettamente derivati dalla serie come la Italian Pulling e la Pro-Stock, a quelle che hanno come protagonisti dei veri e propri mostri su ruote autocostruiti. Come la Libero 28, dove ad di là del peso (2800 kg massimo) non vi sono praticamente altri vincoli: non c’è limite di cilindrata né al numero di turbocompressori utilizzabili, e come carburanti si possono utilizzare non solo gasolio e benzina ma anche metanolo. La categoria Truck è infine dedicata ai camion.

LA TOP CLASS

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La categoria dove si possono trovare i mezzi più esagerati è però senza dubbio la Libero 45, classe regina che praticamente non ha vincoli se non quello di un peso massimo di 4500 kg. Questo permette alle squadre di mettere in campo soluzioni tecniche al limite della pazzia: in alcuni casi i trattori hanno tre o quattro propulsori, in altri si utilizzano addirittura motori di carro armato o unità di origine aeronautica. Le “chiocciole” delle turbine non si contano più, e nemmeno i Cv: il Tank 47 allestito dal team Belvedere, ad esempio, è spinto da un V12 Continental prelevato da un carro armato M47 Patton, che grazie all’alimentazione ad alcol metilico eroga ben 2500 Cv. Lo Starlight Express 3 del Tractor Racing Team monta invece tre V12 Allison di origine aeronautica sovralimentati da sei turbocompressori, per una cilindrata complessiva di 84.000 cc e circa 9000 Cv.

IL JOKER

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Tra i puller più particolari c’è sicuramente il Joker del D&D Star Team, un “trattore” (anche se è davvero difficile definirlo così…) che impiega lo stesso propulsore stellare utilizzato sul quadrimotore Boeing B-29 Superfortress, il bombardiere americano che esordì sul finire della Seconda Guerra Mondiale partecipando ai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. Alimentato a benzina avio e metanolo, il Wright R-3350 Duplex Cyclone del Joker è un doppia stella da 18 cilindri con una cubatura di 55.000 cc, che grazie alla sovralimentazione di un compressore volumetrico e altri accorgimenti sprigiona la bellezza di 3700 Cv. Questo autentico Frankenstein del pulling è stato costruito in provincia di Reggio Emilia, a San Martino in Rio.

FOUR NOHEMI

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Una menzione d’onore la merita anche il FourNoHemi, il puller costruito a San Giorgio in Bosco (PD) dal Rocco Power Team. Il nome di questo stratosferico trattore non è scelto a caso, visto che a spingerlo c’è un poker di V8 Hemi di origine muscle-car da 8.620 cc ciascuno. Quattro sono anche i compressori volumetrici, che lavorano a 3 bar di pressione massima per sfamare i quasi 35.000 di cubatura complessiva. Alimentati a metanolo, i quattro V8 sono capaci di una potenza massima di 10.400 Cv totali, per un consumo esagerato di 80 litri ogni 100 metri. Chi l’ha detto che le corse di trattori non possono essere emozionanti?

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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