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Il sindaco Panieri: “I trionfi di Schumi e quella foto di Simoncelli, a Imola i motori nel Dna”

IMOLA — “M’accorsi quasi per caso che la mia foto era la copertina di Motosprint“, dice Marco Panieri, oggi 31enne sindaco di Imola, nel 2009 laureando in Economia. “Mi pagavo gli studi collaborando con Marco Isola, il fotografo. Ero sul circuito, alla variante bassa, con la mia Canon. Scattai, m’andò bene, era il celebre sorpasso di Simoncelli a Biaggi, in Superbike”.

La F1 a Imola non c’era più da tre anni.
“Adesso invece è tornata, abbiamo colto le difficoltà generali causate dalla pandemia, il Mondiale di ciclismo è stato il primo grande evento, poi due corse di F1 a porte chiuse, ora finalmente il pubblico, con un accordo fino al 2025”.

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Imola, per voi.
“I motori fanno parte del nostro Dna, non c’è dubbio. Io per dire, a tre-quattro anni con mio nonno, che dirigeva il settimanale di qui, il Sabato Sera, venivo già per i preparativi nei giorni che precedevano il Gp. Quando morì Senna non avevo ancora quattro anni, le imprese di Schumacher invece me le ricordo molto bene. Ma quando sei piccolo ti colpiscono tante cose, non solo le auto: le bandiere, l’attesa, tutta quella gente al lavoro. Conservo tanti cimeli, ero fissato con gli annulli postali, le cartoline, i timbri, collezionavo di tutto”.

Si parla di un indotto, per questa sola edizione, di circa 230 milioni. Una cifra molto alta.
“Sì, ma pensiamo che solo fra addetti ai lavori, quelli del circus della F1 e tutti gli altri presenti in questi giorni, ci avviciniamo alle 10 mila persone. Più c’è il pubblico; per la nostra regione che dà il nome alla gara e per tutto il Paese, sono segnali molto belli”.

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La pioggia ha complicato i piani.
“Però gli alberghi sono pieni, 1.500 camere su Imola sono andate via subito, la passione trabocca e la Ferrari che è tornata protagonista è un bell’aiuto”.

Impossibile non essere ferraristi, da queste parti.
“Ma noi seguiamo con tanta passione anche l’Alpha Tauri, la vecchia Minardi. Faenza è a due passi, Giancarlo poi oggi è il presidente della società che gestisce l’Autodromo”. 

Fonte: bologna.repubblica.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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