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Il punto sui motori: per dieci cavalli in più…


I motori sono diventati il campo su cui si sfidano le squadre di vertice, cercando gli ultimi cavalli prima di sfidarsi nel 2022

Tutti concentrati sui motori! L’ultimo sforzo delle squadre di vertice per portare a casa il successo in questa equilibratissima stagione è senz’altro rivolto a spremere le power unit alla ricerca di quei pochi cavalli che potrebbero risultare essenziali nelle ultime gare.

In molti avevano promesso, da un certo punto in avanti, di dedicarsi completamente al progetto della vettura per il 2022. In pochi lo stanno realmente facendo. Sia perché il mondiale è ancora in gioco, non solo per la prima posizione ma anche per quelle (comunque importantissime anche a livello economico) di rincalzo. Sia perché portare già da adesso in pista alcune novità consente di operare scelte anticipate in vista del prossimo anno. E magari partire da una posizione di vantaggio.

MERCEDES E HONDA: MOTORI CONTRO

La sfida più appassionante è sicuramente quella tra Mercedes e Honda, cioè tra i motoristi che si giocano il mondiale. L’alternanza di prestazioni vista fino adesso tra le due vetture è figlia di un equilibrio tecnico veramente difficile da decifrare.

Motori cavalli
© mercedesamgf1.com

Giocano un fattore fondamentale l’aerodinamica (forse la Mercedes ha più carico), e la meccanica (con le Red Bull dotata di grande trazione ed efficacia nelle curve lente). Oltre ovviamente all’adattamento alle gomme. E in questo campo la Mercedes ha mostrato finora una capacità notevole di sfruttamento delle mescole più dure.

Ma è sul fronte del motore che le due scuderie se le stanno “dando di santa ragione”, a forza di aggiornamenti innovativi, frutto di uno studio continuo e molto dispendioso. Questi benedetti cavalli li hanno cercati davvero da ogni parte, sia a Brixworth che in Giappone.

E la Honda ha mostrato anche una grande “vision” aziendale. Perché pur abbandonando ufficialmente il circus alla fine di quest’anno non ha certo intenzione di lasciare in braghe di tela la scuderia anglo- austriaca. La quale, ricordiamo, dal prossimo anno gestirà in proprio il prodotto nipponico.

RAFFREDDAMENTO DELL’ARIA IN ASPIRAZIONE: IL SEGRETO DEL MOTORE MERCEDES

E’ ormai evidente, sin dal tentativo di sorpasso di Hamilton ai danni di Verstappen sul rettilineo di Silverstone, che se c’era un piccolo divario di potenza in favore della Honda a inizio anno questo a metà stagione è andato perso. La Mercedes ha compiuto proprio nel pieno dell’annata un lavoro straordinario nel recuperare cavalli, e in estate Hamilton si è aggrappato disperatamente alle doti del motore della stella a tre punte per restare in corsa nel mondiale.

Motori cavalli
© formula1.com

Molto si è parlato del plenum di aspirazione, come elemento chiave del recupero di potenza dei tedeschi. Il concetto di base è semplice: minore è la temperatura dell’aria che alimenta il motore termico maggiore è la potenza ottenibile.

E due sono i momenti in cui quest’aria subisce dannosi “riscaldamenti”. L’ingresso dall’air scoop e ovviamente l’uscita dal compressore (ogni gas sottoposto a compressione si riscalda). E’ presente infatti in tutti i motori turbo un radiatore, che si chiama intercooler, che ha proprio il compito di raffreddare l’aria che esce dal compressore e riportarla ad una temperatura più fredda, prima di mandarla in camera di combustione.

Ebbene, la Mercedes, proprio grazie ad un’adeguata progettazione del plenum di aspirazione, sarebbe stata capace di diminuire sensibilmente la temperatura dell’aria in entrambe le fasi, aumentando quindi i cavalli direttamente erogati dal motore termico. Geniale, dispendioso, costoso. Ma quanto ne aveva bisogno Hamilton!

LA HONDA RISPONDE RECUPERANDO CAVALLI GRAZIE AD UNA BATTERIA…FUTURISTICA

E’ andata bene, a Verstappen. Che non si sia corso a Spa, e che a Monza le “note vicende” abbiano impedito alla Mercedes di monetizzare in classifica il vantaggio di cavalli del proprio motore. Perché sarebbe stata dura stare davanti.

Da Sochi il vento però è cambiato, perché la Honda ha messo in campo tutta la forza del suo know how, portando in pista una power unit con una batteria completamente nuova. I giapponesi hanno lavorato, quindi, sulla parte elettrica, cercando maggiore efficienza, minor peso e soprattutto diversi cavalli in più.

Una tecnologia, quella dei giapponesi, molto innovativa (si parla di elettrolita allo stato solido e non più liquido), e che potrebbe anche avere importanti ripercussioni sulle auto di serie. A vedere le rincorse di Max sui rettilinei del circuito russo la soluzione funziona.

Motori cavalli
© Ferrari

E probabilmente ha consentito alla Honda di pareggiare la partita e fornire al pilota olandese un motore nuovamente in grado di competere contro gli imbizzarriti cavalli dell’armata anglo-tedesca. Una sfida avvincente, in definitiva, a colpi di idee veramente rivoluzionarie e finalmente applicabili anche alle auto di uso quotidiano.

LE RISPOSTE DI FERRARI E RENAULT: MOTORI GIA’ PROIETTATI AL 2022. ARRIVERANNO ANCHE I CAVALLI?

Detto dei due pretendenti al titolo nemmeno gli altri motoristi stanno dormendo. Intanto la Ferrari ha portato a Sochi un motore profondamente rivisto, montandolo sulla vettura di Leclerc. E anche in questo caso i risultati sembrano più che incoraggianti.

Hanno lavorato, a Maranello, soprattutto sulla parte ibrida e adesso il motore è in grado di erogare già una ventina di cavalli in più, limitati per adesso alla metà per mere ragioni di affidabilità. Ma con queste premesse la Scuderia non si farà certo trovare impreparata alla sfida del 2022.

Infine la Renault. A Viry-Chatillon si sono sempre mostrati molto sicuri circa le qualità del proprio propulsore, e le prestazioni delle Alpine sulle piste veloci sembrano rafforzare le convinzioni del costruttore della losanga.

Sono i francesi, probabilmente, quelli meno “impiccati”, dal punto di vista della gestione del progetto, tanto che tutte le risorse dei motoristi sembrano già indirizzate (nel loro caso per davvero) allo sviluppo invernale, che partirà comunque da una base ritenuta già molto solida.

Honda e Mercedes, Ferrari e Renault. La corsa ai cavalli da estrarre dai motori non finisce mai e soprattutto sta procedendo a velocità impressionante.

Fonte: f1world.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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