Viva Italia

Informazione libera e indipendente

Il progetto “Il Terzo Tempo” fa convivere sport e disabilità

C’è una realtà, a Reggio, in cui sport e disabilità convivono in armonia e si chiama ‘Il Terzo Tempo’. Un progetto svolto in coordinazione tra il Centro Sportivo e alcuni istituti superiori (Motti, Zanelli e Galvani) dove il gesto tecnico perfetto lascia spazio al conoscersi, anche e soprattutto nella diversità. “I momenti di inclusione e amicizia che nascono in questi contesti sono straordinari – ha spiegato Claudio…

C’è una realtà, a Reggio, in cui sport e disabilità convivono in armonia e si chiama ‘Il Terzo Tempo’. Un progetto svolto in coordinazione tra il Centro Sportivo e alcuni istituti superiori (Motti, Zanelli e Galvani) dove il gesto tecnico perfetto lascia spazio al conoscersi, anche e soprattutto nella diversità.

“I momenti di inclusione e amicizia che nascono in questi contesti sono straordinari – ha spiegato Claudio Attolini, docente di ginnastica all’istituto Motti e coordinatore del progetto -. Lo sport è unico nell’offrire certe possibilità. Questi appuntamenti hanno cadenza settimanale, in orario scolastico, e negli anni abbiamo cercato di allargare sempre di più l’offerta delle discipline sportive, selezionando pian piano quelle sia più belle sia che offrono più possibilità di interazione e inclusione”.

La finalità e anche la bellezza de ‘Il Terzo Tempo’ è quella di vedere chi di solito viene considerato ‘diverso’, ‘meno capace’ o ‘più debole’, fare le stesse cose degli altri. Perché, è inutile negarlo, spesso ci si ferma lì, sulla linea immaginaria che divide chi riesce o non riesce, per esempio, a fare strike. Poco importa allora se alcune piste da bowling hanno i rinforzi laterali per agevolare il tiro, o se una lancia la palla a due mani e quell’altro a testa in giù. Tanto strike, alla fine, si può fare lo stesso… poi anche se non ci si riesce, qual è il problema?

‘Il Terzo Tempo’ cancella quella linea. O comunque rende più semplice superarla, passare dall’altra parte e rendersi conto che la fragilità non è un limite ma un dono, per quanto tutto ciò che ci ruota attorno istighi a pensare il contrario. Purtroppo, in quest’anno sportivo smorzato dall’emergenza sanitaria, le attività svolte dai ragazzi delle scuole sono state solo quattro su sei (judo, bowling, danza e nuoto; rispettivamente alla palestra Dojo SDK, al bowling di Scandiano, al centro Danzarte Re e alla piscina comunale Ferretti-Ferrari). Gli sport primaverili, per le ragioni che tutti conosciamo, non sono stati praticati ma quello che è successo nella prima parte dell’anno siamo sicuri che resterà un ricordo indelebile e speciale per i ragazzi.

Fonte: ilrestodelcarlino.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *