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Il primario di Pesaro: “No vax? Io non posso curarli, li affido ai colleghi”

Pesaro, 23 dicembre 2021 – Barelle ovunque, persone sdraiate, qualcuno che si lamenta, i familiari fuori a chiedersi se stanno sognando nel vedere il proprio padre, nonno, parente abbandonato da tre giorni in un corridoio. Il dottor Umberto Gnudi, primario del pronto soccorso del San Salvatore, ha preso due decisioni: “Non seguo più i no vax che si presentano contagiati al pronto soccorso ma delego i colleghi a farlo per evitare che, riconoscendomi, mi insultino, e lavorerò la notte di Natale per far tirare il fiato ad altri perché qui non si sono visti né i rinforzi promessi né è cambiato nulla”.
 

Burioni sta con il primario di Pesaro Gnudi: “I no vax fanno schifo anche a me”

Dottore, com’è la situazione?
“Se sta pensando a scene drammatiche, ecco, è sicuramente lontano dalla realtà. Qui è molto peggio dei suoi pensieri. Mi vergogno di quello che vedo”.
Che cosa?
“Sì, qui è un disastro come non l’avevo mai visto, e anche un’altra cosa: non gliene frega niente a nessuno della gente qui dentro, di noi, di quello che può essere”
Ma che pazienti sono nelle barelle e quanti ce ne sono in attesa?
“Ne abbiamo almeno 30, perlopiù anziani, che non sono contagiati dal covid ma soffrono di varie altre malattie. Sono fermi lì per giorni perché i reparti non ricevono essendo convertiti in covid oppure perché non c’è personale dirottato nei reparti covid per curare i no vax. Col risultato che ci rimettono i malati comuni, gli anziani, i fragili, chi avrebbe bisogno di un ricovero vero e non di una barella. Siamo a livelli da terzo mondo, e lo dico assumendomi la responsabilità di ciò che dico”.
Ma i rinforzi annunciati in pompa magna, 13 medici pronti ad arrivare, ne ha sentore?
“Sorrido, perché non c’è in vista nemmeno il concorso per assumerli. Le candidature si sono chiuse a novembre, e non è stata toccata foglia fino adesso. Zero. Una collega che poteva essere interessata a venire qui ha cambiato idea perché non le hanno risposto e lei sta accettando altre offerte. Invece ho una collega del reparto che ha avuto contatti stretti con un positivo, il marito, e ora tremiamo che non sia contagiata perché dobbiamo fare a meno anche di lei sperando che il contagio non si allarghi. Qui siamo in tredici, e ne servirebbero il doppio. Alla domanda se arriveranno i rinforzi promessi, le dico che non ho nessuna aspettativa e che se alla fine ne comparirà uno o due sarà un successo, con la speranza che siano all’altezza della situazione perché su questo non ho alcuna certezza”.
Sul fronte covid, chi vede entrare?
“All’80 per cento sono non vaccinati, sui 35 e 40 anni. Ma ripeto, io lavoro solo sui ’puliti’ perché non voglio averci a che fare, evito degenerazioni in pronto soccorso”.
Continua a prendere insulti?
“Tanti, ma non interessa a nessuno, sono del tutto ignorato”.

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Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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