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Il presidente del Piemonte Cirio come Aldo Moro ostaggio delle Br: manifesti minatori a Torino

Un’immagine del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ritagliata per essere sostituita ad Aldo Moro nella storica foto del rapimento da parte delle Brigate rosse. I manifesti – che non sono stati firmati da alcun gruppo – sono apparsi in mattinata sui muri attorno al centro sociale Askatasuna di Torino, in corso Regina Margherita.

I volantini minatori sono stati sequestrati dalla Digos di Torino, guidata da Carlo Ambra, che sta conducendo le indagini anche su una serie di manifesti affissi nella notte attorno al Palazzo di giustizia da esponenti di un sedicente “Nuovo Pci” in cui diversi esponenti delle istituzioni sono stati accusati di far parte della “mafia del Tav”.

Cronaca

Al Palagiustizia di Torino manifesti contro la “mafia del Tav”

Tutto all’indomani della busta contenente due proiettili che è stata recapitata negli uffici del tribunale di sorveglianza, indirizzata a Elena Bonu, giudice che aveva negato all’attivista No Tav Dana Lauriola le misure alternative al carcere, dopo la condanna definitiva a due anni per una manifestazione in cui sono stati condannati diversi esponenti del movimento contro l’alta velocità, sia tra gli autonomi che tra gli anarchici. La Digos ha effettuato oggi diverse perquisizioni tra Torino e la Valsusa, alla ricerca di elementi per individuare i responsabili delle diverse azioni.

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Torino, busta con proiettili alla giudice che ha mandato in carcere la portavoce No Tav

Immediata la solidarietà a Cirio e la condanna per i lugubri manifestini. La prima è stata Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati: “Solidarietà al governatore della Regione Piemonte Cirio, vittima di una spregevole e indegna intimidazione. La politica è dibattito, dissenso, confronto anche acceso, ma non può mai scadere in azioni indecenti e minacciose come quella di Torino. Forza Alberto, avanti, con più convinzione di prima”.

Si unisce allo sdegno il deputato del Pd Enrico Borghi, della presidenza del gruppo: “Il volantino che ritrae AlbertovCirio come Aldo Moro durante la sua prigionia nelle mani delle Brigate Rosse è ignobile e frutto di un atto che lascia sgomenti. Desidero esprimere la più ferma condanna degli autori e la vicinanza dei deputati democratici al presidente della Regione Piemonte, insieme all’auspicio che le forze inquirenti e di polizia facciano al più presto luce su questa vicenda”.

Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, esprime “piena solidarietà di Fdi a Cirio. Lo spregevole volantino intimidatorio trovato, guarda caso, nei pressi del centro sociale ‘Askatasuna’ dimostra come ancora oggi il clima di odio violenza degli anni di piombo si annidi in alcuni ambienti che arrivano ad usare un omicidio per minacciare le istituzioni. Mi auguro che gli inquirenti facciano tempestivamente luce sul caso e che i responsabili siano individuati e puniti, perchè questa gente è indegna dell’Italia e del popolo italiano”.

“Vicinanza e solidarietà” anche dalla vicepresidente del Senato e senatrice Pd, Anna Rossomando, per “i vergognosi volantini apparsi oggi a Torino. Si tratta di un atto grave che non va sottovalutato e che condanniamo con fermezza”.

A Cirio arrivano la “solidarietà e la vicinanza” dell’intera giunta regionale della Lombardia: a esprimerla è il presidente della Regione Attilio Fontana, che ha telefonato al suo omologo piemontese “vittima di una preoccupante e violenta campagna intimidatoria: un’azione grave e inaccettabile che non condizionerà l’ottimo lavoro che il governatore del Piemonte sta attuando dall’inizio del suo mandato. Mi auguro – conclude Fontana – che i responsabili non rimangano impuniti”.

Si dice “vicino all’amico fraterno Alberto Cirio” il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani: “Le minacce di morte dei simpatizzanti delle Brigate rosse non lo spaventeranno. Lo incoraggeranno a fare ancor di più per il suo Piemonte”.

Per l’assessore alla Sicurezza della Regione Piemonte, Fabrizio Ricca, della Lega, “i volantini apparsi oggi vicino al centro sociale Askatasuna non sono una bravata o uno scherzo di cattivo gusto ma un messaggio preoccupante lanciato da chi vuole alzare la tensione nel Paese. Gesti simili vanno puniti e i responsabili devono essere individuati quanto prima”.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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