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Il pasticcio di Speranza sulla variante indiana: “Io avvisato sei giorni dopo”

Misure di sicurezza anti-Covid inesistenti e scarsa tempestività nella comunicazione ai diretti interessati: il vice presidente del Senato Roberto Calderoli si è già pentito di aver votato contro la mozione di sfiducia al ministro Speranza.

I fatti

L’episodio risale a venerdì scorso, come spiega in un comunicato lo stesso esponente del Carroccio. A bordo del volo Roma-Milano, dopo 45 minuti di attesa, salgono anche una cinquantina di passeggeri provenienti dall’India. “Questa mattina mi arriva una mail del ministero della Salute”, dichiara Calderoli, “in cui mi si avvisa che su quel volo di sei giorni prima, Roma-Milano, è stato riscontrato un passeggero con un confermato caso di Covid 19 con variante indiana sospetta e pertanto mi viene imposto un periodo di 14 giorni di quarantena, a cominciare dal giorno del sospetto contatto, quindi da venerdì 23 aprile, e un’ulteriore settimana di controllo”.

Dopo l’allarme, il vicepresidente del Senato effettua tutti i controlli di routine, a partire dal tampone rapido, che dà un esito negativo, fino ad arrivare ad un “tampone molecolare di cui aspetto per domani la risposta. Adesso resto ‘quarantenato’ a Roma senza poter tornare a casa, ma al di là del disagio mi pongo alcuni interrogativi”. Il primo, ovviamente, è quello dell’ingiustificabile ritardo della comunicazione urgente: “Ovviamente per una settimana ho svolto la mia attività al Senato, ho presieduto l’Aula, ho partecipato ai lavori, ho inevitabilmente incontrato centinaia di persone”. Tutte occasioni in cui, in caso di positività, il diretto interessato avrebbe potuto diffondere il virus. Ma c’è di peggio, puntualizza il senatore. “Ho la certezza che un altro passeggero a bordo con me di quel volo al momento non ha ancora avuto nessuna comunicazione da parte del ministero e infatti oggi ha preso regolarmente un volo Roma-Milano per tornare a casa, diventando quindi un potenziale veicolo di trasmissione”.

Le misure di sicurezza ed i controlli anti-Covid non sembrano proprio a prova di bomba, lamenta Calderoli, specie la scarsa attenzione ai potenziali pericoli che arrivano dall’India: “Ma questo è il tracciamento che riusciamo a realizzare? Da quanto tempo è che vediamo le terribili immagini che arrivano dall’India? Quanto tempo è passato prima che il ministro della Salute si decidesse a imporre un divieto dei collegamenti dall’India che già da tempo doveva essere imposto?”. Se fossero state prese le giuste precauzioni, spiega l’esponente della Lega, di certo sul volo Roma-Milano non sarebbero stati fatti salire 50 potenziali vettori del virus. “Senza contare i voli che stanno arrivando in questi giorni dall’India”, lamenta ancora il vicepresidente del Senato. “Ieri ho votato no alla sfiducia al ministro Speranza, oggi francamente ci farei una bella riflessione sopra…”, conclude.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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