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Il Papa: la pace in Ucraina è possibile, pronti a mediare

La pace in Ucraina “è possibile. Però bisogna che tutti si impegnino per smilitarizzare i cuori. Dobbiamo essere tutti pacifisti. Volere la pace, non solo una tregua che magari serva solo per riarmarsi”, Lo dice papa Francesco in un’intervista alla Stampa alla vigilia della sua visita ad Asti. Il Pontefice conferma poi la disponibilità del Vaticano a “fare tutto il possibile per mediare e porre fine al conflitto in Ucraina“.

Il Pontefice sottolinea a questo proposito che la Segreteria di Stato del Vaticano “lavora e lavora bene e sta valutando qualsiasi ipotesi e dando valore a ogni spiraglio che possa portare verso un cessate il fuoco vero, e dei negoziati veri“.  Nel frattempo, “siamo impegnati nel sostegno umanitario al popolo della martoriata Ucraina, che porto nel cuore insieme alle sue sofferenze – spiega – E poi cerchiamo di sviluppare una rete di rapporti che favorisca un avvicinamento tra le parti, per trovare delle soluzioni. Inoltre, la Santa Sede fa quello che deve per aiutare i prigionieri”.

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha lanciato intanto un appello ai Paesi dell’Asia Pacifica di unirsi al “consenso crescente” contro la guerra in Ucraina, sottolineando che questo conflitto è anche un “loro problema”. “La priorità numero uno della Francia, ha sottolineato al vertice Apec, è quella di contribuire alla pace in Ucraina e cercare di avere una dinamica mondiale per mettere pressione sulla Russia”. Bisogna “lavorare a stretto contatto con la Cina, l’India, tutte le regioni, il Medio Oriente, l’Africa, l’America Latina – ha concluso – per creare un consenso crescente dicendo ‘questa guerra è anche un vostro problema'”.

Sul fronte di guerra, nella notte l’esercito russo ha bombardato il distretto meridionale ucraino di Nikopol danneggiando tra l’altro una centralina elettrica, una centrale a energia solare e condomini, come ha riferito il capo dell’amministrazione militare regionale Valentyn Reznichenko. Durante la notte attacchi russi hanno colpito anche la regione orientale di Dnipropetrovsk. 

Secondo l’Intelligence britannica, dopo il ritiro a ovest del fiume Dnipro, le forze russe continuano a dare priorità al riallestimento, alla riorganizzazione e alla preparazione delle difese nella maggior parte dei settori in Ucraina, e gli spostamenti suggeriscono che gli strateghi russi si stanno preparando in caso di ulteriori importanti sfondamenti ucraini. In particolare, i russi hanno costruito nuovi sistemi di trincee vicino al confine con la Crimea e vicino al fiume Siversky-Donets tra gli Oblast di Donetsk e Lugansk. Alcune di queste posizioni si trovano fino a 60 km dietro l’attuale linea del fronte. 

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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