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Il mio Arrivabene, la sua Juventus

Raccontano che Maurizio Arrivabene sia destinato ad assumere la carica di amministratore delegato della Juventus.
Sarebbe un evento storico: per la prima volta, un addetto alle premiazioni del nostro Quizzone potrebbe acquisire un ruolo così prestigioso sul pianeta Calcio.
Non sto scherzando. Come ben ricorderanno gli amici Odin, Quattropalle,Mazgiorg, Calboni Balconi eccetera, all’alba del 2016 l’allora capo del reparto corse Ferrari venne a celebrare la cerimonia riservata ai vincitori del nostro giochetto legato al mondiale di Formula Uno.
Conosco Maurizio da una vita. Siamo quasi coetanei, siamo distinti e distanti (per inciso, io sono interista, eh). Ma ci vogliamo bene.
Ricordo la sua emozione quando, autunno 2014, Sergio Marchionne gli chiese di sostituire Mattiacci al vertice della Ferrari da Gran Premio.
Arrivabene è un passionale. Nel senso buono del termine: ha un grande cuore e davvero per lui la Rossa era una ragione di vita.
Non di rado ci siamo trovati in disaccordo. Sempre con leale franchezza. Io lo contestavo se mi sembrava il caso, lui mi sfanculava anche se magari non era il caso, ma sempre con lo stesso affetto che lo aveva portato a partecipare al Quizzone del Clog.
Io non dimentico. Tra 2017 e 2018, la Ferrari di Iron Mauri è stata abbastanza vicina al sorpasso sulla Mercedes. La missione non fu compiuta e ci sarebbe da discutere sui perché e i percome, comprese le responsabilità del diretto interessato. Ma la dedizione del soggetto alla causa e’ stata sempre fuori discussione. Talvolta esagerava e sbarellava. Ma aveva una idea, una visione.
Una volta, a tavola al Montana, credo fosse il 2017, dissi ad Arrivabene che a lui mancava un presidente come il Montezemolo giovane, perché io sapevo che lavorare con un boss come Marchionne era oggettivamente impossibile.
Adesso posso confessarlo. Maurizio mi rispose: credo tu abbia ragione, ma se lo scrivi ti asfalto.
E insomma, sono storie così.
È curioso (o forse istruttivo) che John Elkann, l’uomo che a fine 2018 gli preferì Mattia Binotto, adesso pare abbia deciso, d’intesa con Andrea Agnelli (che di Iron Mauri è sempre stato buon amico, per inciso) di affidargli la Juventus, l’altro gioiello “sportivo” della Dinastia.
Chiudo con due considerazioni.
La prima. La Ferrari di Binotto, fin qui, non è stata alla altezza della Ferrari di Arrivabene.
La seconda. In Formula Uno Iron Mauri arrivava secondo. Non si arrabbierà se gli auguro, da interista!, di arrivare secondo anche in serie A.

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Fonte: quotidiano.net

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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