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Il governo valuta nuove restrizioni, Ricciardi: “Chiusure nelle zone più esposte”

Un vertice per nuove restrizioni. Il governo, tre giorni dopo aver approvato il nuovo Dpcm, già valuta un ulteriore provvedimento. Preoccupa l’accelerazione dei contagi da coronavirus degli ultimi giorni: giovedì i nuovi casi sono stati 8.804 (record) e i morti 83 (raddoppiati). L’annuncio che una nuova stretta è alle porte arriva dal capo delegazione Pd al governo Dario Franceschini: “Ho chiesto ieri al presidente Conte una riunione appena sarà rientrato da Bruxelles per decidere senza indugio nuove misure nazionali per contenere il contagio, ovviamente d’intesa con le Regioni“. Il consigliere del ministro della Salute, Walter Ricciardi, spiega: “Data la situazione molto grave di circolazione del virus, abbiamo indicato chiusure mirate nelle regioni con altissima circolazione del virus finalizzate a consentire lo svolgimento delle attività scolastiche e produttive”. Il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo, smentisce un pressing degli esperti per superare le regole dell’attuale Dpcm in tempi rapidi. Ambienti vicini al Cts avevano riferito alle agenzie la richiesta di introdurre la nuova stretta già in vista del weekend. Miozzo e il segretario Fabio Ciciliano precisano: “L’attenzione comunque resta alta e il comitato tecnico scientifico è pronto e disponibile a discutere uno o più problemi qualora il governo richiedesse una convocazione urgente“.

La necessità di introdurre nuove restrizioni viene condivisa da chi ha il polso della situazione degli ospedali. Alessandro Vergallo, presidente nazionale dell’Associazione degli anestesisti e rianimatori (Aaroi-Emac), sottolinea che ad oggi “in dieci Regioni la tenuta delle terapie intensive è particolarmente a rischio, poiché ci si sta avvicinando alla soglia massima fissata dal ministero della Salute del 30% di posti dedicati a malati Covid occupati. Tuttavia, ci troviamo in una situazione di allerta in tutte le Regioni perché si rischia, nel breve termine, una saturazione dei posti Covid se il trend dei contagi non si modificherà”. Nelle terapie intensive, avverte Vergallo, “la pressione sta crescendo e iniziamo a vivere la paura che si possa tornare alla situazione drammatica della prima fase epidemica”. “Mi pare una tragico déjà vu“, ha detto oggi il primario infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli.

Il governo prepara un provvedimento che serva proprio a fermare la curva dei contagi e tentare quindi di ridurre la pressione sul sistema sanitario. Si ragiona su un coprifuoco alle dieci di sera, ma anche sulla didattica a distanza nelle scuole superiori. Poi si valutano le chiusure locali che, nelle zone dove l’indice di contagio (Rt)è superiore a 1, “dovranno riguardare punti di aggregazione come circoli, palestre ed esercizi commerciali non essenziali”, spiega Ricciardi. Secondo il consigliere del ministro Speranza, inoltre, “lo smart working dovrebbe diventare la forma ordinaria di lavoro in tutto il Paese. Punto cruciale è la sicurezza nei mezzi di trasporto pubblico e il loro rafforzamento “.

Alcuni enti locali si stanno già muovendo con misure restrittive. In Campania Vincenzo De Luca ha chiuso scuole e università fino al 30 ottobre, diversi Comuni hanno ulteriormente ridotto gli orari per la movida, in Valle d’Aosta e Alto Adige alcuni Comuni sono stati dichiarati “zone rosse”. E ieri anche il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, ha avvertito: “Dobbiamo essere pronti a misure restrittive mirate, a lockdown molto parziali, nel caso aumenti la curva dei contagi”. Un’altra esortazione è arrivata dal report dell’Istituto Superiore di Sanità che si riferisce al periodo che va dal 5 all’11 ottobre 2020. L’Iss parla di “evidenze di criticità nei servizi territoriali ed aumenti nel tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva”. Proprio per evitare che le strutture si ritrovino presto in sofferenza, è necessario che inizi una valutazione sui provvedimenti restrittivi da intraprendere: “Si invitano le Regioni, in raccordo con il ministero della Salute, a realizzare una rapida analisi del rischio, anche a livello sub-regionale, e di valutare il tempestivo innalzamento delle misure di contenimento e mitigazione”, si legge nel report.

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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