Viva Italia

Informazione libera e indipendente

Il governo: niente chiusure anticipate, multe meno salate per chi viola le regole

Nessuna chiusura anticipata di ristoranti e bar, nessun coprifuoco. Qualcuno tra gli esperti del Comitato tecnico scientifico che consiglia il governo aveva proposto di limitare le aperture alle 23, considerando importante, di fronte all’incremento dei contagiati, attualizzare le restrizioni sui locali. Un’opzione che però il premier Giuseppe Conte e i ministri non vogliono tenere in considerazione, per l’impatto psicologico ed economico della misura.

Al momento è così, poi si vedrà. Con la spia sul rosso che indica una sempre maggiore circolazione del virus il governo accentua, ma di poco, la stretta. Che passerà per le vie brevi dell’ennesimo Dpcm che il ministro della Salute, Roberto Speranza, illustrerà stamattina in Parlamento prima che il premier vi apponga la sua firma domani, dopo la proroga dello stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021. Limature sono ancora in corso ma oltre ai vecchi obblighi, come quello del distanziamento, di evitare assembramenti e della mascherina tirata su al chiuso, il decreto, per ora, imporrà solo di coprirsi naso e bocca anche all’aperto in tutta Italia.

Coronavirus, ecco la curva che mostra come l’Italia combatte la seconda ondata: il confronto con i Paesi Ue

Sul tavolo ci sono molti scenari e diverse possibili soluzioni. In queste ore non si è scartata del tutto l’opzione di lockdown locali, per isolare le zone più colpite. Grande attenzione, per esempio, è rivolta alla Campania, per i numeri all’insù e per la forte mobilità che c’è tra Napoli e Roma. Si è riflettuto a lungo pure sugli eventi pubblici al chiuso, nei palazzetti, teatri e cinema dove il tetto è di 200 persone. L’idea di abbassare il numero fino a cento è stata presa in considerazione ma nel governo fa anche molto presa il monito degli esercenti del mondo dello spettacolo terrorizzati di vedere le sale svuotarsi di nuovo. Per la partecipazione a feste e cerimonie resta il divieto di assembramento, ma per ora non viene introdotto alcun limite al numero dei partecipanti, anche se gli esperti del Cts fanno pressing perché un massimo anche qui venga fissato. Resta di mille persone per gli altri eventi all’aperto, partite di calcio comprese. Lo spettacolo di discoteche e palasport gremiti non ha convinto il governo a prestare ascolto ai suggerimenti di alcuni esponenti del Cts, che avrebbero ripristinato volentieri la clausola introdotta ai tempi del lockdown nazionale e poi cancellata, che consente alle Regioni di deliberare solo misure più restrittive e non maggiormente permissive com’è stato negli ultimi mesi. Una mossa che avrebbe finito per creare una frattura insanabile con i governatori, compresi quelli imparentati con la maggioranza. Per non parlare dei presidenti di centrodestra, che capitanati dal ligure Giovanni Toti in serata scuotevano la testa di fronte al ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, e a Speranza che spiegavano le ragioni dell’obbligo di mascherina all’aperto. «Fatelo decidere a noi che conosciamo il territorio. Da noi in Liguria ha senso nei vicoli di Genova ma non è logico nei paesi della riviera senza più turisti», ha esemplificato Toti.

Coronavirus, ecco come un bar può trasformarsi in un focolaio

Confermate le multe salate per chi non rispetterà l’obbligo di mascherina all’aperto. Anche se in extremis potrebbero essere meno alte di quelle tra 400 e tremila euro introdotte a marzo e tutt’ora in vigore. Il ragionamento dei favorevoli allo sconto è più o meno questo: meglio una sanzione un po’ meno salata ma applicata a chi sgarra che una super-multa che poi in pochi comminano. A giustificare la nuova stretta ci sono i numeri di questo weekend solo apparentemente in discesa. Perché se da sabato a ieri siamo passati da 2.844 a 2.257 contagi giornalieri è perché i tamponi si sono dimezzati. Mentre la percentuale che indica quanto in realtà circoli il virus, quella dei positivi in rapporto al numero di persone testate per la prima diagnosi, nel corso del fine settimana è quasi raddoppiata, passando dal 3,8 al 6,2%. A fine luglio era dello 0,8%. Vengono considerati buoni invece i numeri della scuola illustrati ieri dal ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina al Cts: nelle prime due settimane di lezione gli studenti positivi sono stati appena 1492, lo 0,021% degli otto milioni e passa di alunni. I docenti sono invece 349 e 116 i casi di positività tra il restante personale. A fronte di questi numeri dovrebbe partire a breve una circolare del ministero della Salute per richiamare le autorità locali al rispetto dei protocolli di sicurezza che prevedono la chiusura dell’intera scuola solo in presenza di numerosi contagi e non di casi isolati. 

Coronavirus, De Luca mostra il video di una festa: “Abbiamo registrato 30 positivi”

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *