Viva Italia

Informazione libera e indipendente

Il Dubbio, realtà virtuale tra arte e business. «E’ il futuro dell’entertainment»

Il Dubbio, un cortometraggio di 11 minuti in realtà virtuale, primo episodio di una trilogia, ha debuttato alla 77esima Biennale di Venezia Cinema VR, adesso è a Milano e si può vedere fino a venerdì 2 ottobre, dalla 10 alle 20, in via dell’Orso 16 (bisogna prenotarsi a questo link). Ma questo è anche il debutto di un’azienda , Reframevr, creata da due fratelli, nati a Milano ma cittadini del mondo: Matteo e Francesco Lonardi. Matteo, 31 anni, regista, dopo aver frequentato la Parson School of Design a New York e un master alla Columbia University, vive in Kenya; Francesco, 29 anni, produttore, dopo la laurea in relazioni internazionali nel Regno Unito, ha trascorso periodi di studio e lavoro in Sud America, e ora vive a Madrid.

«Il nostro obbiettivo come azienda è di creare le storie italiane in VR. L’industria immersiva sta crescendo e diventerà presto intrattenimento mainstream. Vogliamo realizzare storie interattive italiane indirizzate a un pubblico globale», sostiene Francesco, che vede in questa tecnologia anche un modo per rilanciare il cinema italiano e portarlo nel futuro. Che poi la realtà aumentata e virtuale sia un business molto promettente lo sostiene da tempo anche Mark Zuckerberg, fondatore e Ceo di Facebook. Attraverso Facebook Technology, nel 2014 l’azienda americana ha comprato Oculus, produttore leader dei visori VR. E ora cerca di portare la tecnologia anche negli occhiali di tutti i giorni, grazie alla collaborazione con Luxottica stretta nelle scorse settimane.

Torniamo a Il Dubbio. La storia comincia a Roma, nello studio da Leonardo da Vinci, quando il Genio vive il punto più basso della sua carriera: perso il favore del Papa, Leonardo viene lasciato solo in un piccolo atelier senza commesse e senza poter partecipare alla fiorente scena artistica rinascimentale romana. Il Dubbio diventa così un viaggio interattivo, che inizia nella mente e nelle opere di Leonardo e prosegue con tre artisti contemporanei. Il primo, protagonista del primo episodio della trilogia, è Velasco Vitali, artista milanese noto soprattutto per le sue sculture di cani, metafora di una civiltà alienata, e per i suoi dipinti di luoghi abbandonati.

«Questo progetto è una lode al dubbio. Spesso mettiamo artisti come Leonardo da Vinci su un piedistallo, ma anche geni acclamati universalmente hanno avuto dubbi e hanno lottato contro il fallimento. Spero che gli utenti avranno la possibilità di pensare al proprio rapporto con questa forma di incertezza», afferma Matteo Lonardi.

L’opera è stata prodotta durante il lockdown, all’inizio della pandemia del coronavirus, e costruita a distanza tra il Kenya (dove vive Matteo), Madrid (dove vive Francesco) e Milano, senza che nessuno dei membri del team si trovasse mai nella stessa stanza. «E’ stato un viaggio pieno di sfide, ma che ci hanno fatto imparare tanto», ricorda Francesco. Che perciò si dichiara «ansioso di applicare questo modello ad altri progetti in futuro». Ma servono nuove risorse.

Il primo episodio del Dubbio è stato finanziato congiuntamente (con 60 mila euro) da Vive Arts e Viveport, società di HTC, il gruppo tecnologico di Taiwan produttore tra l’altro di visori di realtà virtuale e aumentata. Adesso i fratelli cercano fondi per continuare la trilogia esplorando la mente e le opere dell’artista iraniana Shirin Neshat e dell’olandese Berndnaut Smilde.

Fonte: corriere.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *