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Il ciclismo è uno sport meritocratico. Insegna che non c’è risultato senza fatica

Rispetto. Perché, al di là di chi ti stia più o meno simpatico, gli altri affrontano le tue stesse situazioni estreme e fanno i tuoi stessi sacrifici.

Ma poi ne vince uno solo. E tu hai vinto due volte il Giro d’Italia.

Indossare la maglia rosa è una sensazione inspiegabile. Provi gratificazione e appagamento. Ma tutto dura poco. Perché dopo aver vinto il Giro c’è il Tour de France. E l’anno seguente devi difendere il tuo titolo e provare a rivincerlo. È una sfida continua.

Oggi sei dall’altra parte della barricata. Come selezioni i talenti per la tua squadra?

Non devi più pensare come un atleta. Un corridore, ragione in più se è forte, è più concentrato sulle proprie performance e non conosce tutte le dinamiche che girano attorno. Se vuoi dirigere una squadra devi conoscerle tutte, aggiornarti e crescere senza pensare che siccome sei stato un vincente sarai automaticamente un bravo manager. Comunque, diciamo che, alla fine, preferisco quei ciclisti che un po’ mi assomigliano…

Fonte: ilsole24ore.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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