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Il Caffè di Gramellini | Il bidello scanner. Nella scuola Caravaggio di San Gennaro Vesuviano

Girano in rete le immagini di un bidello che misura la febbre agli studenti come faceva mia nonna: mettendo loro una mano sulla fronte per vedere se scotta. Una sorta di termoscanner umano, posizionato in una strettoia creata ad arte all’ingresso dell’edificio per esaminare i ragazzi a uno a uno, tastandoli con le stesse modalità già utilizzate da Polifemo con i compagni di Ulisse, in un’epoca però in cui non esistevano ancora i finanziamenti europei. Il preside si è subito dissociato, ma le sue parole non bastano a lasciarci tranquilli sul destino dei ragazzi e nemmeno su quello personale del bidello. La scuola in questione è il «Caravaggio» di San Gennaro Vesuviano e cade sotto la giurisdizione del temibile governatore De Luca, il quale sarebbe capacissimo di mozzare un arto al collaboratore scolastico per issarlo a mo’ di monito sulla pubblica piazza. Lo scongiuriamo di non farlo, e piuttosto di indagare sulle ragioni che hanno impedito al bidello di disinfettarsi le mani durante l’opera di misurazione.

Sto cercando da alcune ore di indignarmi per la sua incoscienza, ma una parte di me, sicuramente la peggiore, prova per lui una immeritata tenerezza. Quel bidello è la rappresentazione plastica dell’arte di arrangiarsi. Per interrompere la sua avviatissima carriera di untore non serve una predica. Basterebbe una bacinella di acqua e sapone. Chissà se con i soldi del Mes potremmo permettercela.


7 ottobre 2020, 06:59 – modifica il 7 ottobre 2020 | 13:32

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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