Viva Italia

Informazione libera e indipendente

Ibride, plug-in o elettriche: la ricetta tecnica di Mercedes

ELETTRIFICAZIONE

Non solo sostenibilità ma anche piacere di guida e maggiore potenza

di Pier Luigi del Viscovo

default onloading pic
(Daimler AG)

Non solo sostenibilità ma anche piacere di guida e maggiore potenza


4′ di lettura

Magari è stata una coincidenza, quella di presentare la gamma di auto elettrificate nel circuito di Vallelunga. O magari Mercedes voleva mandare un segnale: le auto sono una cosa bella da guidare, un godimento e il loro acquisto o possesso nasce prima al centro e poi trova nella testa tutte le giustificazioni di questo mondo. Magari, un leader pensa di essere tale non solo nei brevetti e nella qualità del prodotto, ma prima di tutto nell’interpretare le motivazioni dei clienti. Sia come sia, la giornata è stata un trionfo di accelerazioni e frenate, curve e sorpassi in velocità da ritiro di patente, arrampicate e discese improbabili nell’off-road. Piacere, divertimento, adrenalina. Con buona pace di quanti provano da anni e con successo, bisogna purtroppo ammettere, a mortificare l’automobile e gli automobilisti in tutti i modi possibili.

Associare il propulsore elettrico a un circuito equivale a una parola precisa: coppia. Al di là di tante ideologie, la stella punta sul brivido dell’accelerazione, soprattutto adesso che la velocità è praticamente bandita dalle strade. Ricordo che già anni fa Daniele Schillaci, oggi a capo di Brembo, mi enfatizzò quanto fosse divertente farsi spingere da una batteria. Purtroppo la narrazione politically correct non voleva questo, quanto piuttosto che si sottolineasse la portata ambientale di non bruciare carburante lì, sul posto, ma nelle centrali elettriche. E ci può anche stare. Però i tempi cambiano, i clienti acquistano o non acquistano, e allora tanto vale provare dal lato del piacere, affinché le vendite salgano a livelli da tenere le multe sotto una soglia sopportabile.

Loading…

Per questo la stella punta ad ampliare l’offerta di modelli elettrificati, che significa soprattutto ibride, fino a superare il 50% dei prodotti entro il 2030. Nel frattempo, la gamma di motori a combustione sarà ottimizzata, diminuendo del 70%. Il tutto con l’obiettivo di forti margini di contribuzione a partire dal 2025. Ancora per qualche anno apnea finanziaria, dunque. Ma è così che deve essere, poiché gli investimenti continuano ad essere ingenti, per allungare l’autonomia dei motori elettrici. Tra un anno c’è l’appuntamento con la EQS che dovrà camminare per 700 chilometri prima di attaccarsi a una presa. Non è una sfida facile.

Nel frattempo, vai con le mild hybrid a 48V che sono un vero pass-partout nelle città: agevolazioni di bollo, accesso alle ZTL, parcheggio gratis nelle strisce blu, nessun blocco del traffico. Non è una sorpresa che il pubblico le adori. E andrà anche meglio, non appena alle auto tradizionali sarà imposto di rimuovere una delle quattro ruote e di passare dal via ogni mezz’ora, con buona pace della neutralità. Le ibride Mercedes sono particolarmente efficienti grazie al recupero dell’energia in frenata, che viene poi rilasciata in forma di ulteriore potenza, da 14 a 22 cavalli a seconda del modello, per consentire accelerazioni repentine: non è un caso che le chiamino EQ Boost. Di nuovo, ti puoi divertire di più con il motore elettrico, per mild che sia. Disponibile su 11 gamme prodotto e con ben 40 modelli, dalla Classe C200 fino alle potentissime GLE 63 S AMG 4Matic Coupè da 612 cavalli termici più 22 elettrici. Saranno questi a fare la differenza? Per evitare il blocco del traffico, senz’altro.

Ma il piatto forte, inutile girarci intorno, sono le plug-in che garantiscono fino a 100 chilometri in elettrico. Ora, considerando che il 96% dei viaggi non supera i 100 chilometri e il 90% sta addirittura dentro i 50, sembra decisamente la trovata giusta. Infatti, sono quelle che vengono spinte anche nell’offerta commerciale. Gli incentivi aiutano, è vero, ma la casa di Stoccarda ci mette del suo, anche in un modo elegante, senza farlo troppo notare. Qui la formula del noleggio aiuta, eccome, grazie a quel numero futuro dove ognuno può scrivere quello che vuole: il valore residuo. Ecco allora che una CLA 250e da 50.000 euro di listino esce a 36 mesi con un canone di 470 euro, laddove la sua equivalente solo termica, la CLA 200d da 42.600 euro, costa 585 euro al mese. Magia del valore residuo se assumiamo, ceteris paribus, che lo sconto e il costo del finanziamento siano uguali.Anche di queste vetture però si stressa la potenza. Le compatte di Classe A e B montano un motore elettrico da 75 kW che, unito al 4 cilindri da 1,33 litri garantisce una potenza complessiva di 160 kW, ben 218 in termini di vecchi CV, e una coppia di 450 Nm. Sarà bene che i giovani, che oggi si limitano a portare la macchina, si decidano a imparare a guidare una buona volta. Anche perché quando potranno salire su un’auto più importante, com’è spesso il caso delle ibride plug-in, ad esempio la C 300e, si troveranno seduti su due motori, uno termico e uno elettrico, in grado di rilasciargli 215 kW, sono quasi 300 CV, con una coppia di 600 Nm.

Fonte: ilsole24ore.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *