Viva Italia

Informazione libera e indipendente

Ibra, Gigi, Vale & co: stagionato il talento è anche più buono

Zlatan atleticamente si mangia certi ventenni, ma non è solo: gli esempi di Buffon e Federer, di Rossi e Vince Carter oltre a tanti altri dimostrano che anche intorno ai 40 si può essere campioni

Il tempo che passa inesorabile è il prezzo che tutti devono pagare. Si nasce e si cresce, si diventa adulti e si invecchia: è la storia dell’uomo, è la storia della Vita come essenza della natura. Ma lo sport insegna che non c’è una scadenza o un limite che non si può provare a superare. Zlatan Ibrahimovic, per esempio, farà 39 anni il prossimo 3 ottobre. L’esperienza in Mls sembrava la normale conclusione di una carriera da numero 1 in un contesto che ha il costante bisogno di stelle, fa niente se sul viale del tramonto. Dagli americani Zlatan sembra aver imparato il gusto di procrastinare il finale e di condirlo con colpi di scena inaspettati, fino all’ultimo. Ibra ci tiene ancora incollati allo schermo, per un attimo ci ha fatto assaporare un romantico finale con una breve passerella nel suo Milan ma no, non è ancora finita. Ora è Benjamin Button, ma mai pensare di averci capito qualcosa. Il nuovo Diavolo è pronto a riparte da lui.

Intramontabile Gigi

—  

Non protagonista come Zlatan, ma comunque intramontabile. Benjamin (Gigi) Buffon è ancora lì, a difendere la sua porta dopo un pellegrinaggio di un anno a Parigi. Addio in lacrime, poi il ritorno a casa: record di presenze in Serie A e 10° scudetto in carriera con la maglia della Juve. Il Campione del Mondo del 2006 è nel pieno dei suoi 42 anni e ha rinnovato il contratto con la Vecchia Signora fino al 2021: la leadership di Szczesny non si tocca, ma Gigi non molla ed è pronto a essere chiamato in causa nel momento del bisogno per un’altra stagione. Il calcio non è l’unico portatore di storie di resilienza, di tempo affrontato di petto e senza guardare in faccia niente e nessuno.

Roger, Vale e i loro fratelli

—  

Si prenda Roger Federer: l’8 agosto saranno 39 anni. Il Re del tennis non ha intenzione di abdicare: gli infortuni sembravano averlo messo ko, il ritorno nel 2017 (con le vittorie di Australian Open, ripetuta nel 2018, e Wimbledon) pareva il classico canto del cigno. Altro finale a sorpresa di un fenomeno capace di reinventarsi, di cambiare il proprio gioco per adeguarsi al nuovo fisico e ai nuovi avversari: 20 Slam raggiunti, il 21° sfiorato nella maledetta (per i tifosi dello svizzero) finale di Wimbledon 2019 contro Novak Djokovic. Abbiamo ancora tutti negli occhi l’impresa di Valentino Rossi, capace di conquistare il podio a 41 anni inoltrati in una Moto GP in continua evoluzione. Le moto cambiano, il talento cristallino è duro a morire. Bollato come vecchio, finito e quasi fastidioso, il Dottore ha risposto con un’impresa che è già tra le pagine più prestigiose di questa fresca stagione di motomondiale. Rossi è pronto a stupirci ancora, così come un 54enne Mike Tyson pronto a tornare sul ring. Match di esibizione il 12 settembre contro Roy Jones Jr.: è già partito il countdown. Un pensiero dolce, affettuoso e malinconico va anche a Vince Carter: l’emergenza Covid ha tolto a Vinsanity il gusto di un emozionate addio al basket giocato. I suoi (ex) Atlanta Hawks sono tra le squadre che non hanno preso parte al finale di stagione NBA nella bolla di Disney World e il 43enne Carter ha salutato il basket senza poter assaporare il gusto di farlo sul parquet. Il finale doveva essere diverso, ma la lezione del nativo di Daytona Beach resta. Perché il talento e la forza d’animo non hanno scadenze.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *