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Iacopo Melio e la malattia: «Il Covid? Un incubo, altro che “influenza”»

Quello di Iacopo Melio è un Natale in reparto. In compagnia di «un incubo»: il Covid. Il consigliere regionale della Toscana — come ha raccontato giorni fa — è positivo al coronavirus. Entrato in ospedale, continua di lì a testimoniare in modo diretto, a tutti coloro che lo conoscono e lo seguono sui social, la «cattiveria» del virus, che ha trasformato il reparto Covid nel quale è ricoverato — quello del San Giuseppe di Empoli — in «un inferno». Perché le sue parole suonino come un monito a chi sottovaluta l’infezione.

Così il recordman di preferenze delle ultime regionali in Toscana, affetto dalla sindrome di Escobar e fondatore della Onlus «Vorrei prendere il treno»,affida ai social il dettaglio di ciò che sta vivendo. «Perché al dolore, quando si può, bisogna sempre dare una forma utile», dice. Soprattutto adesso, quando c’è chi continua a sminuire gli incubi peggiori. Tanti i messaggi di pronta guarigione e il sostegno che ha ricevuto lo aiuta a farsi forza in questo momento difficile.

Il primo post

Il primo post di Facebook è di venerdì 17 dicembre. Ore 21. 07. Un testo senza nessuna immagine. «Sono positivo al Covid — scriveva giorni fa —. Lo scrivo perché devo inevitabilmente annullare ogni impegno, e per motivare la mia assenza nel prossimo periodo, si spera breve. E poi perché se mi sono ammalato io che non esco da un anno, e che vivo in una famiglia estremamente attenta e isolata dagli altri, significa che davvero può capitare a chiunque. Venerdì mi sono svegliato con grosse difficoltà a respirare, così abbiamo chiamato il 118 e in ospedale mi hanno controllato: lastre ok, saturazione ok, tampone molecolare negativo sia io che mia mamma. Un grande grazie a chi mi ha assistito con gentilezza e professionalità, un po’ meno a quel falso negativo uscito addirittura in coppia… Perciò state sempre attenti ai risultati. Mi hanno rimandato subito a casa con la terapia, per evitare di contagiarmi in ospedale pensando fossero malanni generici, d’altronde la saturazione era sotto controllo. Nel frattempo mio babbo si è ammalato lunedì, il giorno dopo ha fatto il tampone ed è risultato positivo. A quel punto io e mia mamma abbiamo rifatto il tampone ieri, e siamo risultati positivi a conferma dei sintomi che avevamo. Ad oggi ho tanta stanchezza e debolezza, mal di testa e mal di gola, sinusite, sensazione di febbre, ma soprattutto un grande affanno e difficoltà respiratoria, nonostante non abbia molta tosse (e su questo incrocio e incrociate pure le dita dei piedi insieme a me). Se credete, dite una preghiera per me; se non credete, inviatemi energie positive. Insomma, fate come preferite, basta che mi pensiate un po’ perché non è facile, e lo sapete».


«Non è un gioco»

La situazione non migliora: Melio è ricoverato il giorno dopo. Nel post del 18 dicembre delle 23.56 — postato sia su Facebook che su Instagram — mostra la foto del suo letto d’ospedale, cercando di ironizzare per tenere alto l’umore. Per fortuna la condizione clinica si stabilizza e non richiede l’ingresso in terapia intensiva, ma il suo Natale è in reparto, come fa sapere nel post successivo. «Questa non è “un’influenza”, tantomeno un gioco, e vedere che c’è anche chi non si aspetta una pronta risposta, riporta finalmente alla giusta misura delle cose. Ora serve solo tempo, pazienza e cura, poi ci sarà modo di tornare. Non sarà immediato ma sarà presto».

25 dicembre 2020 (modifica il 25 dicembre 2020 | 18:50)

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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