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I vertici dello sport italiano con il cardinal Ravasi: “Ripartiamo insieme”

A Roma si è tenuto l’evento dedicato a “Sport e Chiesa”: Vezzali, Malagò, Cozzoli, Pancalli e Abodi hanno fatto il punto su come rilanciare il movimento, grazie anche a scuole e oratori

Elisabetta Esposito

I vertici dello sport italiano si sono ritrovati questa mattina la Sala del Giubileo dell’Università Lumsa di Roma per partecipare insieme al Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura che ha promosso l’evento, e a monsignor Melchor Sanchez all’incontro “Sport e Chiesa: ripartiamo insieme”.

Vezzali e l’alleanza

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Una ripartenza comune dunque, come ha sottolineato il Sottosegretario allo Sport Valentina Vezzali: “In questo momento mi piace pensare al termine alleanza, fondamentale per affrontare qualsiasi difficoltà. Ora vogliamo rialzarci in piedi e tornare a fare sport, e in questo senso il governo si deve impegnare, non solo con gli interventi economici, per fare sì che lo sport riparta, ma anche volgendo l’attenzione ad alleanze positive. E quella con la Chiesa è una di queste. Da mamma di due bambini so quanto sia importante per la loro formazione la scuola, lo sport e la chiesa, tre attori fondamentali come agenzia educativa e valoriale. E dunque i tanti progetti che Chiesa e sport metteranno insieme non potranno che essere `benedetti´ in tutti i sensi”.

Ravasi e la resilienza

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Il cardinal Ravasi, da padrone di casa, ha sottolineato l’importanza sociale dello sport: “Il gioco fa parte della struttura dell’esistere, è parte della definizione dell’uomo. Arte e sport sono strettamente correlate. Ci sono tre parole che voglio sottolineare: la prima è resilienza, che viene dal latino ‘resilire’, verbo significativo sia dal punto di vista sportivo che psicologico. Letteralmente significa rimbalzare o prendere il colpo per poter saltare in avanti. Dunque la resilienza guarda al futuro, per sua natura è un po’ utopia, cioè un luogo positivo, futuro, migliore. In questo senso credo che anche nel mondo dello sport questa parola possa entrare con nuovi modelli e nuovi stili”.

Cozzoli e il gioco di squadra

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Presente anche il presidente e a.d. di Sport e Salute Vito Cozzoli: “Sua Santità non ha mai mancato di evidenziare la sua preferenza per la disciplina di squadra. Lo sport è un elemento genetico della persona, e per suo tramite anche della comunità. La ripartenza si basa sulla scuola, la famiglia, la formazione e soprattutto il gioco di squadra. A cominciare da una scuola che si basi su una struttura solida e competente, e diventi base anche per le parrocchie e gli oratori”.

Malagò e lo sport a scuola

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E il numero uno del Coni Giovanni Malagò: “Questo è un momento di confronto importante, in cui sottolineare come il Coni parta dalla base, dalla promozione, altrimenti non esisterebbe l’agonismo più elevato. Io penso che oggi in Italia faccia tutto il mondo dell’associazionismo sportivo e che da italiani siamo mancati nel portare il sistema sportivo nelle scuole. Non ci siamo occupati di quello che non solo non funzionava, ma non esisteva, e che ancora non esiste. Mettiamoci nelle condizioni di ripartire con insegnanti qualificati, e mettere le persone nelle condizioni di fare sport. Questo è il vero gioco di squadra”.

Pancalli e la comprensione

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Particolarmente sentito l’intervento del presidente del Comitato Paralimpico Luca Pancalli: “Noi siamo abituati a ripartire, nella consapevolezza che c’è ancora tanto da fare. Probabilmente questo Paese non è ancora consapevole che lo sport deve occupare un posto fondamentale nell’agenda della politica, ma nello stesso tempo comprendere anche che c’è un sistema sociosanitario, un sistema sportivo, e in mezzo il welfare attivo. Continuare a fare cose insieme è fondamentale nella consapevolezza che lo sport è un gioco ma può anche aiutare tanti ragazzi a credere in loro stessi, ad essere resilienti. E il mondo che li circonda può trasformare la compassione in comprensione”.

Abodi e la concretezza

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L’ultimo a prendere la parola è stato il presidente dell’Istituto del Credito Sportivo Andrea Abodi: “Credo sia importante chiarire bene quale sia il nostro impegno, tutti insieme, rafforzandolo e assumendoci la responsabilità tutti insieme. Mi fa piacere annunciare il nostro impegno per fare in modo che, a partire dai 6mila oratori presenti sul territorio, venga applicata tutta la profondità del Laudato si’, solo in questo modo possiamo dare concretezza a questa collaborazione e questo incontro”.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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