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I rifiuti speciali interrati nei campi dove pascolano le mucche da latte e carne

I rifiuti pericolosi interrati nei campi dove pascolavano le mucche da latte e da carne. Scavi edili e stradali, classificati come rifiuti speciali, sepolti e poi coperti dal terreno in un’area agricola protetta. È sconcertante il quadro emerso da un’operazione di contrasto al fenomeno dell’inquinamento ambientale e al traffico illecito di rifiuti speciali eseguita dai carabinieri del Reparto operativo di Como su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Milano. Sei persone sono state arrestate questa mattina tra le province di Milano e Como. Sequestrati autocarri, macchine di scavo e terreni per più di 4,7 ettari, di cui quasi un terzo interessato direttamente allo sversamento dei rifiuti. Gli arrestati avrebbero nel tempo sversato “enormi quantità di rifiuti, almeno 85mila metri cubi di materiale, in un’area agricola che si trova vicino a Cantù sottoposta a doppio vincolo, ambientale e paesaggistico, compromettendo l’ecosistema dove si snodano importanti falde acquifere”.

I rifiuti speciali interrati nei campi: sei arresti tra Como e Milano

L’area, nel comune di Senna Comasco, in località Gaggio, è utilizzata per fienagione e pascolo di animali da latte e carne e vi si snodano falde acquifere che fanno parte del bacino idrografico della Valle del Gaggio. L’attività di sversamento illecito di rifiuti, man mano ricoperti da terra, ha creato nel tempo un fronte di terreno inquinato in alcuni punti alto almeno dieci metri, spiegano i militari. “Tutti quei rifiuti speciali sono stati stratificati nel tempo – ci ha spiegato al telefono il tenente colonnello Andrea Ilari, comandante del Reparto operativo dei carabinieri di Como -. Faremo altri carotaggi per vedere quanto altro materiale c’è lì sotto e di che tipo. I rifuti sono stati sversati per almeno 5 anni, forse di più. Provenivano dalla Lombardia, tutto a km zero insomma”.

“Il proprietario del terreno in questione si era aggiudicato un bando presso il comune di Senna Comasco per la valorizzazione dei terreni agricoli – spiega il tenente colonnello -. Avrebbe dovuto tenerli rigogliosi per la fienagione, per il foraggio, mettendo periodicamente terra buona, pulita, dove regolarmente pascolavano le mucche. E invece ha pensato di risolvere così la questione…”.

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Chi sono le persone arrestate

Tre persone sono state portate in carcere, altrettante ai domiciliari. Nel corso delle indagini, cominciate per iniziativa dei carabinieri del Reparto operativo di Como nell’aprile del 2019 e concluse dopo circa un anno, è stato ricostruito, secondo i militari, “un quadro probatorio, da cui emergono evidenti responsabilità penali” che hanno coinvolto un’impresa edile del Comasco, già sottoposta nel 2017 ad interdittiva antimafia e molto radicata nel territorio provinciale nel settore dello scavo e movimento terra, riconducibile a tre imprenditori “appartenenti alla stessa famiglia criminale di origine calabrese di Fino Mornasco”, sempre nel Comasco.

Tra i sei arrestati c’è anche un noto pregiudicato originario di Giffone in provincia di Reggio Calabria, a capo dell’azienda edile al centro dell’inchiesta, con precedenti penali e condanne in quanto arrestato per associazione per delinquere di stampo mafioso e traffico di stupefacenti nel1994, nell’ambito dell’operazione antimafia della Dda di Milano chiamata “La notte dei Fiori di San Vito”. L’uomo era legato alla Locale di ‘ndrangheta di Fino Mornasco. Gli altri due arrestati sono i figli dell’uomo. Ai domiciliari sono finiti il proprietario dei terreni che secondo l’accusa ha messo a disposizione i fondi agricoli di Senna Comasco, aiutando l’impresa edile nell’occultamento dei rifiuti con livellamento del terreno, un geologo di Settimo Milanese e un dirigente del comune di Senna Comasco ora in pensione.

Le immagini girate con le telecamere nascoste dai carabinieri del Reparto operativo di Como.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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