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I professionisti dello sport con il fiato corto

di Stefano De Biase Cartelli di protesta e mani legate. Anche a Prato è andata in scena la manifestazione del mondo dello sport per chiedere al governo maggiore attenzione verso i professionisti del settore. Ieri mattina in piazza delle Carceri si sono radunati decine di istruttori, studenti, atleti, laureati in scienze motorie e diplomati Isef. Tutti insieme hanno voluto ricordare all’opinione pubblica l’importanza della pratica sportiva per la salute fisica e mentale, per la riabilitazione e per la…

di Stefano De Biase

Cartelli di protesta e mani legate. Anche a Prato è andata in scena la manifestazione del mondo dello sport per chiedere al governo maggiore attenzione verso i professionisti del settore. Ieri mattina in piazza delle Carceri si sono radunati decine di istruttori, studenti, atleti, laureati in scienze motorie e diplomati Isef. Tutti insieme hanno voluto ricordare all’opinione pubblica l’importanza della pratica sportiva per la salute fisica e mentale, per la riabilitazione e per la socializzazione. “Il mondo dello sport non può essere lasciato nel dimenticatoio”, accusano i professionisti delle scienze motorie. “Agli istruttori hanno tolto la possibilità di esercitare la professione nelle palestre, hanno ridotto l’attività nelle società sportive e imposto molte limitazioni all’interno delle scuole. Adesso ci troviamo di fronte a un governo che non ha nemmeno nominato un ministro dello sport, con il rischio di non vedere validata per tempo la riforma del settore”. Le richieste dei professionisti del mondo dello sport sono molteplici. “Chiediamo che ci venga consentito di continuare a svolgere interventi di prevenzione attraverso la somministrazione di esercizio fisico e di attività motorie adattate a soggetti in recupero post riabilitativo, con vizi posturali, con patologie croniche e disabilità psicofisiche. Persone che beneficiano dell’esercizio fisico come se fosse una vera e propria medicina”. Poi il capitolo ristori. “Le indennità al momento sono bloccate”, proseguono i manifestanti. “Noi non solo chiediamo di fare ripartire il meccanismo di erogazione, ma vogliamo pure un ampliamento dei codici Ateco coinvolti e delle partite iva. I professionisti costretti alla chiusura hanno diritto ai ristori, anche perché hanno sostenuto spese per adeguarsi alle norme anticovid”. Per quanto riguarda le scuole, i professionisti dello sport invitano il governo a istituire la figura di ruolo dell’insegnante di educazione fisica pure alle primarie. Mentre per l’ambito sanitario, la richiesta è di riconoscere il loro ruolo riabilitativo a fianco dell’attività svolta dai fisioterapisti. “Il mondo dello sport non può essere trattato come qualcosa di secondario o come se fosse un optional”, concludono i manifestanti. “Stiamo parlando di un’attività fondamentale per la salute di giovani e adulti, composta da tanti professionisti preparati e che seguono un approfondito percorso di studi. Il mondo dello sport deve essere messo nelle condizioni di ripartire, chiaramente in sicurezza, e con regole che ne consentano la sostenibilità economica”.

Fonte: lanazione.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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