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I partiti scaldano i motori. Ecco i possibili ministri

«La squadra di governo? Pensiamo a vincere le elezioni piuttosto». L’invito alla prudenza a 55 giorni dal voto è esercizio ragionevole e doveroso, tanto più alla luce della vittoria dimezzata del 2018. È chiaro, però, che il centrodestra, forte del verdetto di tutti i sondaggi, sta già ragionando sul governo del futuro. Non siamo ancora alla fase in cui si incrociano le aspirazioni e le richieste dei vari partiti. Le rose sono ancora molto ampie. Una esigenza viene, però, sentita da tutti: avere nei posti chiave figure con un forte background istituzionale che siano in grado di governare subito la macchina in modo da non diventare ostaggi delle strutture. Anche perché con un governo che entrerà in carica ai primi di novembre ci sarà la necessità di preparare subito la Finanziaria.

FRATELLI D’ITALIA

I riflettori dell’attenzione nazionale sono puntati su Giorgia Meloni, nel bene e nel male vista la campagna di demonizzazione che la sta investendo. Se il centrodestra riuscirà a raggiungere la maggioranza assoluta, l’Italia potrebbe avere il primo premier donna della sua storia. Un cammino di avvicinamento iniziato anni fa e passato attraverso l’elezione alla presidenza del gruppo dei Conservatori europei. «Il livello di attenzione verso di noi di dirigenti e manager è fortissimo, di certo non avremo problema a individuarne» raccontano. Tra i nomi in pole ci sono figure interne al partito dal curriculum inattaccabile. Due nomi in corsa sono quelli di Adolfo Urso, oggi presidente del Copasir, e del responsabile economico Maurizio Leo che conosce come pochi altri in Italia la macchina di Via XX Settembre. A questi si aggiunge naturalmente Guido Crosetto, uno dei fondatori del partito. E poi manager, giuristi e professori, alcuni dei quali già hanno fatto una prima apparizione pubblica alla conferenza programmatica di Milano. I nomi che circolano con più frequenza sono quelli di Cesare Pozzi, professore di Economia all’Università di Foggia e alla Luiss; Claudio Descalzi, ad di Eni; l’ex sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano; Carlo Nordio, già entrato nel totonomi quirinalizio; Stefano Donnarumma ad di Terna; l’ambasciatore Stefano Pontecorvo che ha gestito i drammatici momenti del ritiro delle forze Nato in Afghanistan; l’ad di Cassa Depositi e Prestiti Dario Scannapieco; l’economista Fabio Panetta e il ministro uscente Roberto Cingolani. Tra le tante idee c’è anche quella di creare un ministero dell’Energia e uno del Mare.

LEGA

Il primo nodo da sciogliere in caso di vittoria sarà quello della collocazione di Matteo Salvini. Il Capitano spera di potersi giocare la partita della premiership, ma se i sondaggi venissero confermati è pronto a tornare al Viminale per continuare il lavoro svolto nel governo gialloverde. La squadra oggi al governo verrà confermata. Quindi ci sarà spazio per Giancarlo Giorgetti e Massimo Garavaglia – che potrebbe aspirare anche a un dicastero economico, anche se il Turismo è centrale nella strategia leghista, per Erika Stefani e Lucia Borgonzoni. Gian Marco Centinaio dovrebbe tornare all’Agricoltura, mentre si candidano per una poltrona ministeriale Riccardo Molinari, Massimiliano Romeo, Edoardo Rixi e Stefano Candiani.

FORZA ITALIA

Per Forza Italia Antonio Tajani rappresenta il candidato più naturale per la Farnesina, visto il suo prestigioso curriculum. Gli altri nomi naturali che circolano sono quelli di Anna Maria Bernini, che ha già avuto una esperienza governativa come ministro per le Politiche Europee, Paolo Barelli che come ex olimpionico di nuoto e dirigente sportivo potrebbe ottenere la delega allo Sport, il sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulè. E poi dirigenti che hanno acquisito sempre maggiore centralità come Alessandro Cattaneo e Andrea Mandelli.

Fonte: ilgiornale.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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